
Stefano Cucchi
“Un domentario per raccontare la verità su mio fratello e su tutto quello che il processo nasconde”
Con queste parole, Ilaria Cucchi, spiega, 148 Stefano. Mostri dell’inerzia, docufilm dedicato alla memoria di Stefano Cucchi, ragazzo morto a soli 31 anni, nel Reparto di Medicina Protetta dell’ospedale Sandro Pertini, 6 giorni dopo esser stato arrestato per droga.
“Cosa è successo a Stefano? Chi sono i responsabili della sua morte? Perché ci è stato negato di vederlo quando fu trasferito all’ospedale Sandro Pertini?”.
Diretto da Maurizio Cortolano e nato da un’idea del giornalista Giancarlo Castelli in collaborazione con Il Fatto Quotidiano, 148 Stefano. Mostri dell’inerzia cerca di dare delle risposte attraverso interviste inedite ai testimoni, ripercorrendo la storia di Stefano raccontata dalla sorella Ilaria, dal padre Giuseppe, vedendo immagini e ascoltando le lettere, narrate da un impegnato da Claudio Santamaria, ma anche montando spezzoni di vita quotidiana del povero Stefano.
Presentato in anteprima al Festival di Roma, nella sezione Eventi Speciali, il docufilm, patrocinato da Amnesty International e Articolo 21, ha raccolto un vero e proprio pienone di applausi. Presenti alla prima, i genitori di Stefano, la sorella Ilaria e il loro legale, Fabio Anselmo, il garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, il presidente dell’associazione A buon diritto, Luigi Manconi, in rappresentanza del Fatto Quotidiano e di Amnesty International, Marco Travaglio e Riccardo Noury.
Prima di lasciarvi al trailer del film vogliamo ricordarvi che Stefano è il 148esimo morto in carcere del 2009, anno che tragicamente ha raggiunto quota 177, di cui 26 per ragioni da accertare.
“Che paese è quello in cui lo Stato ostacola i familiari nella ricerca della verità?”.
Foto Stefano Cucchi
Stefano Cucchi, foto di vita quotidiana, dopo l’arresto e la morte.









