La storia di Claudio, bambino di un anno e mezzo gettato nelle gelide acque del fiume Tevere ha indignato e commosso Roma e l’Italia. I commenti su Facebook e Twitter vengono pubblicati a centinaia contro Patrizio Franceschelli sin dal momento della diffusione della notizia, tutti desiderano che sia fatta giustizia e venga punito in maniera esemplare per il suo atto crudele e sconsiderato: uccidere il figlio.
Oggi l’uomo, 26enne e disoccupato, verrà interrogato in merito al folle gesto. La sua confessione risale a poche ore dopo l’omicidio del bimbo. Dopo un tentativo di fuga, dalla zona del Ponte Mazzini, è stato subito rintracciato dai Carabinieri che lo hanno arrestato. L’accusa è di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela.
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Le indagini che stanno cercando di fare luce sul gesto del Franceschelli partono da una sua frase alla compagna: “Se mi lasci ammazzo tuo figlio”. In queste ore, la posizione dell’uomo potrebbe ulteriormente aggravarsi per la eventuale premeditazione dell’assassinio.
La nonna del piccolo ha parlato di Franceschelli descrivendolo come un uomo piuttosto violento, un “padre padrone”, che avrebbe picchiato la figlia mandandola anche in ospedale. Infatti, sabato 4 febbraio, giorno del rapimento del bimbo e del suo assassinio, la donna risultava ricoverata “sia per le botte, sia perchè anoressica”.
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