Il 26 giugno scorso presso l’ospedale san Giovanni di Roma moriva un neonato prematuro in circostanze poco chiare.
Solo dopo quasi un mese le autorità hanno reso pubblico quanto accaduto, probabilmente l’ennesimo caso di mala sanità, che questa volta ha colpito un bambino nato appena da pochi giorni.
Pare assurdo, ma a quanto riportano le agenzie il decesso del neonato è stato causato dall’iniezione in vena di latte in qualche modo scambiato con la normale soluzione adoperata per le flebo.
La flebo di latte è risultata letale per il bambino, ma sulla faccenda è calato il silenzio sino a quando un dipendente dell’ospedale scoperte delle anomalie sulla cartella clinica del neonato defunto, ha denunciato il fatto alla Procura, la quale ha immediatamente avviato le indagini, successivamente affiancate da quelle degli ispettori del Ministero della Sanità e dalla commissione interna dell’ospedale.
6 tra medici ed infermieri dell’ospedale romano sono attualmente tra gli indagati.
Omicidio colposo è il reato ipotizzato, in oltre la Procura intende interrogare la madre del neonato e tutte le persone coinvolte per accertare se sono state intraprese azioni volontarie atte a insabbiare quanto avvenuto a giugno.






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