
Naufragio Costa ConcordiaLa relazione ambientale redatta dalla Costa Crociere in merito al recupero della Concordia sottolinerebbe l’urgenza di recuperare nel minor tempo possibile lo scafo, altrimenti si rischierebbe l’insabbissamento del relitto, dal momento che la sua integrità strutturale è minacciata. In base alla relazione la nave, naufragata lo scorso 13 gennaio al largo dell’isola del Giglio, che è attualmente coricata su un fianco, si sta progressivamente deformando e potrebbe inabbissarsi entro un anno dal tragico avvenimento.
Il piano di recupero stilato il 7 maggio scorso dalla Costa Crociere è stato illustrato a Roma. Le 148 pagine della relazione trattano in modo dettagliato i probabili scenari che potrebbero verificarsi in un’imminente futuro.
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Lo studio Costa prende in esame la stabilità e le condizioni del relitto, le fratture apertesi nei due scogli che sostengono il transatalantico sia a poppa che a prua e i possibili danni causati da uno scivolamento verso il fondale.
Il monitoraggio degli spostamenti della nave rivela che il momento di maggiore criticità sarà quello del raddrizzamento, ovvero quando lo scafo (tramite una rete di tiranti e di pali piantati sul fondale granitico e sulla costa) sarà sollevato e poggiato su una piattaforma subacquea posta nella parte sottostante alla chiglia.









