È stato posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica il cosiddetto canile “lager” di Green Hill, sito a Montichiari, Brescia.
L’accusa principale mossa alla struttura è quella di maltrattamento degli animali detenuti, tutti cani di razza Beagle. Legambiente e LAV (Lega Anti Vivisezione) denunciano le condizioni di vita dei cani, che durante la loro esistenza nel canile
“Vengono allevati in massa e cresciuti senza vedere la luce del sole o poter passeggiare all’aria aperta”.
Gli unici obiettivi della Marshall Farm Inc, l’azienda americana proprietaria del canile, sono stati finora la vivisezione e la spedizione dei cani verso i laboratori di ricerca in Europa, per testare nuovi farmaci.
Gli animali detenuti superano le 2.500 unità, stipati, è proprio il caso di dirlo, in piccole gabbie dalla nascita, fino all’uscita per i laboratori. A questo proposito il Presidente della LAV, Gianluca Felicetti, come si legge anche su LaStampa.it, sostiene
“Ci auguriamo che gli accertamenti in corso possano far luce, definitivamente, sulle reali condizioni di vita degli animali rinchiusi nei padiglioni della struttura, in attesa della spedizione verso gli ‘acquirenti’.”
Infine, le due Associazioni citate tornano a spingere per l’approvazione dell’articolo 14 della Legge Comunitaria, che, dopo il sì della Camera dei Deputati attende di essere approvato anche dal Senato. Essa riguarda l’esame di altri metodi per fare sperimentazione e che possano sostituire la vivisezione, fornendo un valido spunto per praticare metodi di ricerca eticamente civili e rispettosi degli esseri viventi.






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