Il lungo lavoro di restauro a cui è stata sottoposta la copia della “Gioconda” del Prado di Madrid ha rivelato che l’opera proviene dalla bottega di Leonardo da Vinci, e che fu dipinta contemporaneamente a quella originale esposta al Louvre di Parigi. Una scoperta straordinaria che in questi giorni sta tenendo banco non solo nel mondo dell’arte, ma anche nell’opinione pubblica, considerando la portata e la popolarità della Gioconda.
Uno studio ai raggi infrarossi condotto sul dipinto ha infatti stabilito che le correzioni delle due opere siano state condotte nello stesso periodo. Fonti interne al museo spagnolo ritiengono fondata l’ipotesi che un allievo di Leonardo da Vinci abbia assistito il maestro mentre realizzava il suo capolavoro e abbia apportato le medesime modifiche alla propria copia. Una tesi pienamente condivisa dagli esperti francesi.
La copia della ”Gioconda” sarebbe attribuibile a due allievi del pittore toscano: Andrea Salai, che fu anche l’amante di Leonardo, e Francesco Melzi.
Prima del restauro già si ritenenva che l’opera fosse stata dipinta ad inizio ’500, come l’originale, ma al di fuori della bottega del maestro e quindi avesse un modesto valore.
Il prossimo 21 febbraio saranno rese ufficiali queste scoperte e poi la copia della ”Gioconda” sarà esposta al Louvre per l’intera durata della mostra “La Sant’Anna di Leonardo“, ovvero fino al 25 giugno.
Questa notizia, se da una parte anima il dibattito, di sicuro non sminuisce il grande genio di Leonardo, un uomo, un artista, uno scenziato poliedrico capace di cambiare la storia non solo del suo tempo, ma anche quella presente grazie alle sue invenzioni ed alle sue intuizioni.
Condividi questa pagina con i tuoi amici
Cerca Su Bloo 




































