E’ stato segretamente creato in laboratorio e come nei più drammatici film fanta-horror potrebbe essere capace di annientare metà della popolazione mondiale. Parliamo del nuovo virus, prodotto da alcuni ricercatori dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam (Olanda) che, partendo dall’ormai famoso H5N1, con sole cinque modifiche genetiche, sono riusciti a trasformare “l’aviaria” in una piaga biblica da pandemia mondiale.
Alla notizia, ripresa dal mensile Science, potrebbe, a breve, far seguito la pubblicazione integrale della ricerca. Ed è proprio su questo punto che ne è nato un infuocato dibattito: da una parte troviamo chi pensa sia un diritto la divulgazione scientifica, dall’altra chi, al contrario, crede che, in questo specifico caso, possa essere altamente rischioso dare in pasto ai giornali “una ricetta” drammaticamente replicabile da qualsiasi bioterrorista.
A questo proposito, Ron Fouchier, virologo coordinatore del chiacchieratissimo studio, intervistato ha dichiarato: “Questo è probabilmente il virus più letale che si possa immaginare, ma studiarlo servirà a prevenire eventuali pandemie”.
A far da eco alle dichiarazioni del ricercatore troviamo la risposta di Paul Keim, microbiologo della U.S. National Science Advisory Board for Biosecurity che ha affermato: “Non riesco a pensare ad un altro organismo patogeno che mi fa paura quanto questo, persino l’antrace lo è di meno. Il bioterrorismo esiste, e dobbiamo tenerne conto”.
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