Sempre di più in Italia si praticano interventi chirurgici robot-assistiti e il nostro Paese è all’avanguardia in Europa con 7.000 interventi effettuati nel 2011 e con un incremento medio annuo di 40 operazioni alla volta di questo genere.
Ci si chiederà quale supporto la robotica possa fornire alla mano umana nel campo medico. Essa è di primaria importanza in tutti quei casi la cui complessità richiede movimenti e rotazioni degli arti che l’uomo non potrebbe compiere. La precisione con cui i robot si muovono sul corpo umano consente di ridurre notevolmente l’invasione dei tessuti, potendo agire entro aperture dello spazio molto piccole
In futuro sarà sempre più possibile ottenere gli stessi risultati entrando in orifizi naturali. Per fare un esempio, in molti interventi ai polmoni non è stato neppure necessario aprire il torace del paziente. Altri successi in questo campo si sono registrati negli interventi al cuore.
In generale, i vantaggi degli interventi robot assistiti sono legati a: diminuzione del sanguinamento, minore dolore, recupero più efficace, riduzione delle complicanze e riduzione della degenza ospedaliera con connessi risparmi e benefici economici.
A Grosseto, dove c’è la sede della Scuola Internazionale di Chirurgia Robotica, si è intervenuti per l’asportazione di un grosso angioma epatico e su un tumore esofageo. Si è trattato di due casi che avrebbero richiesto la chirurgia aperta. Il robot si usa normalmente in urologia (prostata) e ginecologia (utero), in otorinolaringoiatria, per la chirurgia dell’obesità e in cardiochirurgia.
Naturalmente siamo ancora lontani dall’ipotesi che la macchina sostituisca l’uomo. C’è sempre la mano del chirurgo che la manovra a distanza con un joystick, ma questa volta non si registrano tremolii e può controllare le fasi del suo lavoro attraverso immagini 3D ad altra definizione.
E’ solo questione di tempo dunque e la robotica sarà destinata a trovare impieghi sempre maggiori, a sostituire la laparoscopìa tradizionale e a lavorare passando mediante orifizi naturali del corpo umano, laddove sia possibile.
Il tipo di robot che viene utilizzato per tali scopi si chiama “Da Vinci” e purtroppo i suoi costi sono elevati: parliamo di 3milioni di Euro, per non parlare di quelli per la manutenzione annua, pari a 100mila Euro.
Se un ospedale non effettua un certo numero di interventi l’anno, il sistema va in perdita e questo è un problema, soprattutto alla luce dell’organizzazione del sistema sanitario di ogni singola regione, in cui dovrebbe esserci più coordinamento, rete e pianificazione.









