Come la comunicazione sui social media sta cambiando

ragazza che si scatta un selfie da pubblicare sui social media
Come la comunicazione sui social media sta cambiando1200630 Maria Elena Crusco

I social media sono una macchina complessa che viaggia alla velocità della luce. Questo è ormai un dato di fatto sia per i professionisti che per le aziende.

Negli ultimi mesi, però, la comunicazione social ha subito una vera e propria rivoluzione. Un cambio di rotta improvviso ma necessario.

Vediamo insieme di che cosa si tratta.

Il mondo degli influencer

Avrai notato anche tu che i profili social degli influencer (Instagram, in particolare) rispondono tutti a delle regole ben precise.

Le foto hanno un colore predominante, e sono puntualmente ritoccate in modo eccessivo; la frequenza dei post condivisi è suppergiù sempre la stessa; e le frasi emozionali e motivazionali inserite come caption fanno pendant con lo stile di vita cool immortalato negli scatti.

La domanda viene spontanea: ma non sarà tutto troppo finto?

La risposta è: “Decisamente sì!”.

I profili social degli influencer, infatti, appaiono tra di loro identici, oltre che troppo perfetti per essere veri.

Come anticipato, però, la comunicazione sui social sta finalmente cambiando, o meglio siamo noi, “comuni mortali”, che stiamo iniziando a stancarci di una rappresentazione della realtà stereotipata, ripetitiva e artificiale.

Dalla finzione alla spontaneità

Analizzando il profilo Instagram di Chiara Ferragni, ad esempio, ci rendiamo subito conto del cambiamento in atto.

Dove fino a qualche anno fa, c’erano solo foto e frasi confezionate ad hoc per i followers della regina del web, adesso troviamo contenuti che raccontano in modo spontaneo la sua vita: fotografie e stories “senza filtro”, a suo modo autentiche.

Non a caso, a breve uscirà un documentario sulla sua vita. Un film biografico che si pone come obiettivo proprio quello di raccontare la sua storia, la sua trasformazione da blogger di provincia a celebrità mondiale.

E ci sono proprio le storie all’origine di questa inversione di tendenza. Perché da che mondo è mondo, l’essere umano si nutre di racconti, e raccontare una storia ci differenzia e ci rende unici, contribuendo positivamente alla creazione del nostro personal brand.

Beth Comstock, ex vicepresidente della General Eletric, ce lo spiega in una semplice frase: “Non venderai mai nulla se non sai raccontare nulla”.

La comunicazione social sta quindi diventando più spontanea e meno autoreferenziale, più personale e meno artificiosa; lasciandoci intuire, una volta per tutte, che il vero fulcro di una strategia di marketing efficace consiste nel creare relazioni vere con il proprio pubblico. E lo storytelling è sicuramente un ottimo punto da cui iniziare.

Nessun tramonto photoshoppato vale quanto una storia emozionante.

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Maria Elena Crusco

Adora viaggiare e scoprire culture differenti, è appassionata di cinema e teatro e non esce mai di casa senza un buon libro nella borsa. È laureata in Arti e Scienze dello Spettacolo con una specializzazione e un master in Marketing e Comunicazione. Scrive racconti per diletto e resta profondamente affascinata davanti a un'alba o un tramonto.