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	<title>Content Marketing Archivi &#8226; Bloo • Digital &amp; Human Marketing Agency</title>
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	<description>Digital Emotions</description>
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	<title>Content Marketing Archivi &#8226; Bloo • Digital &amp; Human Marketing Agency</title>
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		<title>Testi lunghi o corti: Long is more</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/testi-lunghi-corti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianfranco Marramiero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2020 08:10:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo periodo di profondo cambiamento, molti imprenditori refrattari &#8211; ante Covid-19 &#8211; all&#8217;uso della comunicazione online, hanno necessariamente dovuto rivedere la loro posizione e fare un &#8220;salto&#8221; verso il digitale trovandosi, loro malgrado, costretti a dover comunicare attraverso il web. Ed è proprio a quel punto che si sono trovati a porsi tutti la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bloo.it/blog/testi-lunghi-corti/">Testi lunghi o corti: Long is more</a> proviene da <a href="https://www.bloo.it">Bloo • Digital &amp; Human Marketing Agency</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo periodo di profondo cambiamento, molti imprenditori refrattari &#8211; ante Covid-19 &#8211; all&#8217;uso della comunicazione online, hanno necessariamente dovuto rivedere la loro posizione e fare un &#8220;salto&#8221; verso il digitale trovandosi, loro malgrado, costretti a dover comunicare attraverso il web.</p>
<p>Ed è proprio a quel punto che si sono trovati a porsi tutti la stessa domanda.</p>
<blockquote><p>“Quanto devono essere lunghi i post che scrivo per il mio blog? E sui social?”<br />
Lunghi o corti? Questo è il dilemma.</p></blockquote>
<p>Sulla densità dei contenuti di post e articoli negli anni, si è aperta una vera e propria &#8220;religion war&#8221;.</p>
<p>Ci sono i seguaci del cosiddetto <a href="https://www.lucapropato.com/blog/minimalismo-digitale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>minimalismo digitale</strong></a>, quelli che “è meglio scrivere contenuti corti perché le persone non leggono e il livello di attenzione oggigiorno è inferiore a quella di un pesce rosso” che, per alcuni versi, può essere anche vero, anche se come vedremo non sempre è così.</p>
<p>C&#8217;è invece chi propende per la filosofia “se i contenuti sono interessanti per il pubblico, puoi scrivere anche un&#8217;enciclopedia, ma il lettore non staccherà mai gli occhi dal suo smartphone”. Allora dov&#8217;è la verità?</p>
<p>Al di là delle filosofie, ci sono i numeri che non mentono mai e ci consentono di dire, parafrasando una famosa frase dall’architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe, che &#8220;<strong>Long is more</strong>&#8220;. Come vedremo a breve, infatti, sono diversi gli studi che permettono di decretare il vincitore indiscusso tra contenuti lunghi e testi brevi.</p>
<h3>Le analisi di BuzzSumo e il caso Neil Patel</h3>
<p>Uno di questi studi è stato condotto da <a href="https://moz.com/blog/content-shares-and-links-insights-from-analyzing-1-million-articles" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Moz</strong></a> e <strong>BuzzSumo</strong>, che hanno messo sotto la lente di ingrandimento oltre 1 milione di articoli e pagine web, per capire qual è il fattore che più di tutti spinge le persone a condividere e linkare:</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-148319 size-full" src="https://www.bloo.it/wp-content/uploads/2020/06/grafico-content-mozcom-1.jpg" alt="Fonte: MOZ.com" width="1200" height="417" srcset="https://www.bloo.it/wp-content/uploads/2020/06/grafico-content-mozcom-1.jpg 1200w, https://www.bloo.it/wp-content/uploads/2020/06/grafico-content-mozcom-1-300x104.jpg 300w, https://www.bloo.it/wp-content/uploads/2020/06/grafico-content-mozcom-1-1024x356.jpg 1024w, https://www.bloo.it/wp-content/uploads/2020/06/grafico-content-mozcom-1-768x267.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Alla luce di questi dati, non sembrerebbero esserci dubbi: i contenuti con oltre 3.000 parole hanno dei risultati superiori in termini di condivisione (<strong><a href="https://marketing.buzzsumo.com/link-study/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui l&#8217;analisi completa</a></strong>).</p>
<p>A confermare questa analisi c&#8217;è anche uno studio personale di <strong>Neil Patel</strong>, che ha fatto un&#8217;analisi, mettendo a confronto i suoi post più lunghi e più brevi di 1.500 parole, scoprendo che i suoi contenuti più lunghi risultavano essere più condivisi sui social rispetto a quelli più brevi.</p>
<h3>Quindi qual è la lunghezza ideale di un contenuto?</h3>
<p>Secondo l’analisi di <strong>Buffer</strong>, la lunghezza ideale per ottenere un maggiore engagement è tra le 1.800 e le 2.500 parole: un buon compromesso che permette di ottenere un buon ranking nei motori di ricerca e ricevere più condivisioni e likes.</p>
<p>Questi dati confermano, quindi, che per quanto gli utenti vadano veloci sui loro device e il livello di attenzione sia più basso rispetto al passato, tendono comunque a preferire e condividere un <strong>contenuto lungo, completo e con informazioni di valore</strong>.</p>
<p>Anche Google, come una sorta di “Salomone Digitale” si muove in questa direzione, premiando in termini di visibilità coloro che danno (in termini di ricchezza dei contenuti) prima di ricevere (condivisioni e reactions).</p>
<p>Da queste analisi sembrerebbe emergere che basta scrivere testi lunghi e &#8220;allungare il brodo&#8221; per ottenere risultati, giusto?</p>
<p>Niente di più sbagliato, poiché alla fine quello che conta davvero è la <strong>qualità</strong> di quello che scriviamo nei nostri testi, parole che devono entrare nel cuore del lettore e che da sole riescono ad aggiungere un granello di conoscenza o consapevolezza in più nella vita delle persone che li leggono.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bloo.it/blog/testi-lunghi-corti/">Testi lunghi o corti: Long is more</a> proviene da <a href="https://www.bloo.it">Bloo • Digital &amp; Human Marketing Agency</a>.</p>
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		<title>Consigli per sconfiggere il temibile foglio bianco</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/consigli-foglio-bianco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Elena Crusco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2020 11:31:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ansia da foglio bianco? Io mi ritrovo spesso a fissare il vuoto nel più totale sconforto. Ho scoperto, con grande piacere, che questa cosa succede a tutti, anche a chi è abituato a scrivere per lavoro. In questo articolo ho deciso di condividere con te qualche suggerimento che mi è stato utile per affrontare il blocco [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Ansia da foglio bianco?</p>
<p class="p1">Io mi ritrovo spesso a fissare il vuoto nel più totale sconforto. Ho scoperto, con grande piacere, che questa cosa succede a tutti, anche a chi è abituato a scrivere per lavoro.</p>
<p class="p1">In questo articolo ho deciso di condividere con te qualche suggerimento che mi è stato utile per <strong>affrontare il blocco da foglio bianco.</strong></p>
<p class="p1"><strong><em>“Per iniziare a scrivere bisogna scrivere”</em></strong>, mi dicevano. Non credo esista frase più scontata, ma ti posso assicurare che è assolutamente vera.</p>
<p class="p1">Iniziamo!</p>
<h2 class="p1">Partiamo dalle idee</h2>
<p class="p1">Qual è l’argomento principale di cui vuoi parlare? Focalizzati su quello e inizia a pensare a quale sfumatura vuoi dare al tuo discorso.</p>
<p class="p1">Il <strong>Brainstorming</strong> è uno strumento molto utile a chiarire questo dubbio esistenziale.</p>
<p class="p1">Prendi un foglio e inizia ad appuntarti qualsiasi cosa ti venga in mente riguardo l’argomento principale: una parola, una sensazione, un pensiero, una frase scritta da qualcuno. Fai qualche ricerca su internet e lasciati ispirare (non troppo).</p>
<p class="p1">Ora guarda il foglio che hai davanti e inizia a creare dei collegamenti tra le varie cose che hai appuntato. Ragionaci un po su e vedrai che inizierà a delinearsi una strada da seguire e avrai dato un senso più concreto alle tue idee.</p>
<p class="p1">Prima di iniziare a scrivere ti consiglio di <strong>abbozzare una scaletta</strong>: argomento principale, sottoparagrafi o capitoli.</p>
<p class="p1">Non preoccuparti dei titoli, ci penserai in un secondo momento. L’importante è iniziare ad avere più o meno chiara l’organizzazione del discorso.</p>
<h2 class="p1">Iniziare a scrivere</h2>
<p class="p1">L’illuminazione, a volte, arriva proprio mentre lasciamo fluire i pensieri e le mani sulla tastiera, per cui&#8230;inizia a scrivere!</p>
<p class="p1">La tattica che utilizzo io è molto semplice: scrivo come se stessi raccontando qualcosa ad un amico, con leggerezza, senza tener conto in questa fase della forma stilistica.</p>
<p class="p1">Il fatto di iniziare a scrivere così mi aiuta a sconfiggere l’ansia di non sapere da dove iniziare o come proseguire: intanto butto giù tutto quello che desidero <strong>raccontare al mio amico/lettore immaginario</strong>, poi in un secondo momento, metto in ordine il discorso.</p>
<p class="p1">Al “secondo momento” ho dato il nome di <strong>“fase del leggi e rileggi”</strong>, nella quale inizio a dare forma, ritmo e un tono di voce preciso a ciò che ho scritto.</p>
<p class="p1"><strong>Ci vogliono pazienza e cura per le parole</strong> e ognuno ha il suo tempo per perfezionare il lavoro. Io lascio passare anche uno o due giorni dalla prima stesura e nel frattempo esco di casa, faccio una passeggiata, ascolto musica, vado fuori per il weekend.</p>
<p class="p1">Le idee migliori si hanno nei momenti in cui stai facendo tutt’altro. Altra cosa scontata, ma verissima.</p>
<p class="p1">Quindi torno a <strong>rileggere e modificare</strong> il mio testo più volte finché, leggendolo ad alta voce, mi sembra che possa funzionare e che sia ben comprensibile e fluido.</p>
<p class="p1">A questo punto dichiaro ufficialmente pronto il mio lavoro.</p>
<p class="p1">Scrivere è una questione di allenamento continuo e costante e anche di qualche metodologia specifica che, ahimè, non è universale e deve adattarsi a te e al tuo modo di lavorare.</p>
<p>Forza e coraggio, c&#8217;è un foglio bianco da affrontare.</p>
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		<item>
		<title>3 libri da leggere per scrivere storie memorabili</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/libri-storie-memorabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Lisa Di Vincenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2020 10:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per scrivere bisogna leggere. Questa è una delle grandi certezze della vita. Leggere &#8211; e capiamoci, leggere qualsiasi cosa &#8211; aiuta ad interiorizzare una serie di costruzioni, espedienti linguistici e vocaboli fondamentali per chi usa penna e tastiera per lavoro. I libri che ti consiglio oggi sono molto diversi tra loro, ma ti apriranno nuove [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per scrivere bisogna leggere.</p>
<p>Questa è una delle grandi certezze della vita. Leggere &#8211; e capiamoci, leggere qualsiasi cosa &#8211; aiuta ad interiorizzare una serie di costruzioni, espedienti linguistici e vocaboli fondamentali per chi usa penna e tastiera per lavoro.</p>
<p>I libri che ti consiglio oggi sono molto diversi tra loro, ma ti apriranno nuove strade per costruire storie da Oscar.</p>
<h2>1. Il viaggio dell&#8217;eroe, di C.Vogler</h2>
<p>Prima, le basi.</p>
<p>Ogni storia, da quella che raccontiamo in pizzeria agli amici a quella che guardiamo sullo schermo di un cinema, poggia su delle <strong>regole</strong> e su una <strong>struttura</strong> canonica.</p>
<p>La narrazione parte da un protagonista, l&#8217;eroe, e dal <strong>percorso</strong> che questo fa per raggiungere un obiettivo.</p>
<p>In questo manuale troverai molta teoria, a partire dal <strong>modello di Campbell</strong>, ma anche una rielaborazione narratologica che parte da Aristotele, arriva a Freud e Jung, fino a toccare le pellicole di Lucas e Spielberg.</p>
<p><strong>Consigliato perché devi conoscere le regole. Per romperle.</strong></p>
<h2>2. Storie che incantano, di A. Fontana</h2>
<p>Andrea Fontana ha basato tutta la sua ricerca sull&#8217;<strong>uso della narrazione</strong> in ambiti molto lontani da quello letterario. Dalla politica alla comunicazione pubblicitaria.</p>
<p>Nell&#8217;epoca dello <strong>storytelling</strong>, della costruzione di messaggi che coinvolgano le persone, toccando le loro corde più profonde, ecco che non si può fare a meno di conoscere questo autore e le sue analisi.</p>
<p>In <em>Storie che incantano</em> la tesi è che<strong> i racconti di marca e di prodotto possono fare la differenza</strong>: saper raccontare diventa necessario per farsi ascoltare, in qualsiasi settore, e Andre Fontana ci lascia esempi e qualche suggerimento che sarebbe un peccato perdersi.</p>
<p><strong>Consigliato a te che vuoi guardare con occhi nuovi il tuo lavoro nella comunicazione.</strong></p>
<h2>3. Grammatica della fantasia. Introduzione all&#8217;arte di inventare, di G. Rodari</h2>
<p>Personalmente, credo che Rodari sia uno dei grandi della letteratura italiana. Se non ne sei convinto, leggi questo libro e magari ne riparliamo.</p>
<p>I principi che lo scrittore afferma fortemente nel testo sono <strong>il valore della parola e dell&#8217;immaginazione</strong>, e il ruolo educativo della fantasia.</p>
<p>Un vero classico che rende accessibili i processi e le regole per creare una storia, un racconto, una narrazione. Una serie di spunti, idee, riflessioni che permettono di accedere a quel mondo incontaminato che è la creatività.</p>
<p>Rodari parla principalmente dello scopo educativo, dell&#8217;importanza di insegnare in modo &#8220;differente&#8221;, ma possiamo applicare lo stesso concetto anche al nostro mondo e alla nostra quotidianità.</p>
<p><strong>Consigliato per liberare, finalmente, il tuo potenziale creativo.</strong></p>
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		<item>
		<title>Social Media: tutte le dimensioni giuste per le tue immagini</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/social-dimensioni-immagini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Iulianella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2020 08:47:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forse pensi che sia poco importante. Ma scegliere le immagini giuste e dar loro le dimensioni giuste è fondamentale per far sì che la tua strategia social funzioni. Ogni piattaforma, infatti, ha le sue caratteristiche specifiche di cui ogni brand deve tener conto, per sfruttare al meglio quel canale. Ecco allora il tuo vademecum, con le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bloo.it/blog/social-dimensioni-immagini/">Social Media: tutte le dimensioni giuste per le tue immagini</a> proviene da <a href="https://www.bloo.it">Bloo • Digital &amp; Human Marketing Agency</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Forse pensi che sia poco importante.</p>
<p>Ma scegliere le immagini giuste e dar loro le dimensioni giuste è fondamentale per far sì che la tua strategia social funzioni. <span style="font-weight: 400;">Ogni piattaforma, infatti, ha le sue caratteristiche specifiche di cui ogni brand deve tener conto, per sfruttare al meglio quel canale.</span></p>
<p>Ecco allora il tuo vademecum, con le dimensioni esatte per i contenuti su ogni social. Scommetto che questo articolo entrerà tra i tuoi Preferiti!</p>
<h2>Facebook</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">È il social network per eccellenza, quello che ha cambiato le abitudini di tutti noi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Facebook, nel corso degli anni, ha modificato di molto la sua rotta: nato come strumento per agevolare la comunicazione tra gli studenti universitari, è oggi la <strong>piattaforma più consigliata per le inserzioni pubblicitarie</strong>. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inutile ribadire come gli aggiornamenti di Facebook viaggino più veloci della luce. </span><span style="font-weight: 400;">Il segreto? Aggiornarsi! </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo alle adv usate per le inserzioni: spesso Facebook gioca con i <strong>cambi di dimensione consigliata</strong> e ci fa impazzire su Photoshop: attualmente le dimensioni più usate sono 1:1 e 1200&#215;628 px per le Campagne Lead.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attenzione, inoltre, ad <strong>ottimizzare le immagini del profilo e quelle di copertina</strong>: sono il biglietto da visita della tua azienda.</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Dimensioni foto profilo Facebook:</strong> minimo 180 x 180 px</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Cover o dimensioni copertina Facebook:</strong> 820 x 310 px (cerca di focalizzarti sulla parte centrale per rendere la grafica Mobile Friendly)</span></li>
<li><strong>Link post: </strong><span style="font-weight: 400;">1.200 x 628 px</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Post:</strong> 1000 x 1000 px</span></li>
<li><strong>Foto: </strong><span style="font-weight: 400;">1.200 x 628 px</span></li>
<li><strong>Immagine evento: </strong><span style="font-weight: 400;">1.920 x 1.080 px</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Cover gruppi:</strong> 1.640 x 859 px</span></li>
</ul>
<h2>Instagram</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il social che ama il bello! Storie, foto, video e chi più ne ha più ne metta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Unico appunto? È una <strong>piattaforma basata (quasi) interamente sul visual</strong>. Abbigliamento, gioiellerie, personal branding, influencer, beauty, fotografia: questi sono alcuni dei settori che troveremo maggiormente. Non è, infatti, un social per tutti: bisogna dedicargli molto tempo ma, soprattutto, molto impegno per la creazione di contenuti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inizialmente Instagram permetteva di caricare solo foto 1:1; da qualche anno, però, ha introdotto anche la possibilità di inserire il <strong>formato orizzontale e verticale</strong>. </span><span style="font-weight: 400;">Corre in nostro soccorso <strong>IG TV</strong> che ci permette di caricare video in high quality senza limiti di tempo, a differenza delle amate<strong> stories</strong>.</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Foto profilo:</strong> 110 x 110px</span></li>
<li><strong>Quadrato: </strong><span style="font-weight: 400;">1080 x 1080px</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Portrait/Formato verticale:</strong> 1080 x 1350px</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Landscape/Formato orizzontale:</strong> 1080 x 566px</span></li>
</ul>
<h2>Twitter</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Non ha bisogno di molte presentazioni. Twitter è amato dalle <strong>testate giornalistiche</strong>, dai <strong>politici</strong> ma soprattutto degli appassionati dei <strong>trend del momento</strong>. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il social dei cinguettii continua ad essere un <strong>importante strumento per lo studio delle tendenze</strong>, per quanto riguarda il mercato ma anche e soprattutto per scoprire e seguire i tormentoni del periodo. <strong>Poche immagini</strong> e parole essenziali!</span></p>
<ul>
<li><strong>Dimensioni Foto Profilo: </strong><span style="font-weight: 400;">400 x 400px</span></li>
<li><strong>Cover: </strong><span style="font-weight: 400;">1500 x 500px</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Foto In-Stream:</strong> 440 x 220px</span></li>
</ul>
<h2>LinkedIn</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Parola d’ordine? Professionalità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Usatissimo per il <strong>personal branding</strong>, Linkedin continua ad essere un social molto amato anche se apparentemente freddo. Il tono di voce, qui, cambia totalmente rispetto ai suoi &#8220;colleghi&#8221;: frasi composte e grammaticamente impeccabili, e post quasi sempre volti all’interazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Debole la parte b2c, ma ancora <strong>molto usato per la ricerca di collaboratori</strong>.</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Foto profilo personale:</strong> 400 x 400 px</span></li>
<li><strong>Cover pagina personale: </strong><span style="font-weight: 400;">1584 x 396px</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Cover Business:</strong> 1536 x 768px</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Business logo:</strong> </span><span style="font-weight: 400;">400 x 400px</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Business post:</strong> 646 x 220px</span></li>
</ul>
<h2>YouTube</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Numeri da capogiro e la dote di riuscire a farsi voler bene da tutti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">YouTube ha bisogno di una <strong>strategia ben precisa</strong>, ma soprattutto non giustifica le debolezze. N</span><span style="font-weight: 400;">iente improvvisazione, prendi carta e penna e inizia a lavorare sui testi del tuo prossimo video!</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Foto profilo canale:</strong> 800 x 800px</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Cover:</strong> 2560 x 1440px</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Video Thumbnail:</strong> minimo 1280 x 720px</span></li>
</ul>
<h2>TikTok</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Una vera new entry per noi &#8220;vintage digitalist” ma <strong>fortissimo tra gli under 25</strong>. È il social dei sorrisi, dei video divertenti e delle challenge (vere e proprie sfide a colpi di balletti).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Visto il grande successo, in pochissimo tempo, si inizia già a parlare di TikTok Specialist e anche le aziende italiane cominciano a ricercare queste figure.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I<strong> video verticali</strong> sono l’unica dimensione consentita su questa piattaforma.</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Dimensioni video:</strong> 1080 x 1920 (il video deve usare l’intera area)</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora non ti resta che ricontrollare le immagini che stai per postare, ma soprattutto rifletti sulla tua <strong>strategia social</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ognuno di questi canali si caratterizza per uno stile di comunicazione, una prevalenza di contenuti specifici e un pubblico ben definito: prima di decidere, <strong>analizza bene il tuo mercato</strong> e chiediti se il tuo potenziale cliente è proprio lì, su quella piattaforma.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Un consiglio?</strong> Focalizzati su pochi social ma regala agli utenti dei reali contenuti di valore.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bloo.it/blog/social-dimensioni-immagini/">Social Media: tutte le dimensioni giuste per le tue immagini</a> proviene da <a href="https://www.bloo.it">Bloo • Digital &amp; Human Marketing Agency</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Contenuti: 2 consigli + 1 raccomandazione per il tuo 2020</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/contenuti-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Lisa Di Vincenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2020 09:17:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avrai fatto sicuramente tanti buoni propositi per questo 2020. Scommetto che questa settimana sei anche impegnato in una dieta detox. E allora potevano mancare i consigli e le raccomandazioni per un nuovo anno all&#8217;insegna dei contenuti? Primo consiglio? Un tool! Avrai già in mano il tuo piano editoriale su cui svetta un bel 2020, ma i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bloo.it/blog/contenuti-2020/">Contenuti: 2 consigli + 1 raccomandazione per il tuo 2020</a> proviene da <a href="https://www.bloo.it">Bloo • Digital &amp; Human Marketing Agency</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Avrai fatto sicuramente tanti buoni propositi per questo 2020. Scommetto che questa settimana sei anche impegnato in una dieta detox.</p>
<p>E allora potevano mancare i consigli e le raccomandazioni per un nuovo anno all&#8217;insegna dei contenuti?</p>
<h2>Primo consiglio? Un tool!</h2>
<p>Avrai già in mano il tuo piano editoriale su cui svetta un bel <em>2020</em>, ma<strong> i vecchi contenuti</strong>? No, non buttarli via come raccomanderebbe una massima della saggezza popolare.</p>
<p>Possono ancora rivivere. E per aiutarti a rinverdirli, ti viene in soccorso il primo tool consigliato.</p>
<p>Il <strong>Content Audit</strong> è un&#8217;attività fondamentale per far funzionare un blog. Ci sono, infatti, degli articoli evergreen che, con qualche piccola modifica, possono <strong>allungare il</strong> loro <strong>ciclo di vita</strong>.</p>
<p><strong> Screaming Frog SEO Spider</strong> è uno strumento che va a muoversi tra meta description, pagine 404, titoli e aspetti SEO fondamentali per un blog: con questo software potrai fare un check completo dei tuoi contenuti, migliorarli e dargli nuovo slancio.</p>
<h2>E poi un libro&#8230;</h2>
<p>Pensavi di non dover studiare in questo 2020?</p>
<p>E invece ti tocca. Soprattutto se vuoi tenerti al passo con le ultime tendenze e i prossimi trend.</p>
<p>Quest&#8217;anno così tondo sarà infatti centrato sulla <strong>User Experience</strong>, da un punto di vista tecnico e grafico, ma anche <strong>per la scrittura</strong>. L&#8217;utente, la persona, rimane il fulcro centrale di ogni comunicazione e le nostre parole devono abbracciarlo e condurlo verso l&#8217;obiettivo in modo semplice, piacevole, magari anche divertente.</p>
<p>Fai spazio sulla tua scrivania a <strong>#UX WRITER di Alice Morrone</strong>, per me il miglior libro in italiano (scritto da un&#8217;italiana) sulla scrittura in ottica ux: pratico, ben scritto e molto molto interessante.</p>
<h2>+ la raccomandazione</h2>
<p>E infine, una raccomandazione per questo nuovo anno di studio e lavoro.</p>
<p>Sii sempre curioso: non sentirti arrivato, non pensare di conoscere fino in fondo il tuo mondo, appassionati a qualcosa che prima non avevi mai considerato, allarga i tuoi orizzonti.</p>
<p>Per i creativi, ma anche per i cittadini del mondo attuale, la cultura è l&#8217;unico vero antidoto contro l&#8217;opacità.</p>
<p><strong>RISORSE</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.screamingfrog.co.uk/seo-spider/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Screaming Frog SEO Spider</a></li>
<li><a href="https://www.amazon.it/Writer-Scrivere-microcopy-che-convertano/dp/8891782424" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#Ux Writer, di Alice Morrone</a></li>
</ul>
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		<title>Real time marketing a Natale: promossi e bocciati</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/real-time-marketing-natale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Lisa Di Vincenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 10:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.blooacademy.it/?p=144639</guid>

					<description><![CDATA[<p>È giunto il momento dell&#8217;anno più temuto da tutti i social media cosi dell&#8217;universo: bisogna preparare i post per Natale. Ho selezionato tre esempi di Real Time Marketing dorato: sono i promossi e bocciati da cui potrai prendere ispirazione &#8211; o prendere le distanze &#8211; per il tuo calendario editoriale. Il Real Time Marketing Non [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È giunto il momento dell&#8217;anno più temuto da tutti i<em> social media cosi</em> dell&#8217;universo: bisogna preparare i post per Natale.</p>
<p>Ho selezionato tre esempi di Real Time Marketing dorato: sono i promossi e bocciati da cui potrai prendere ispirazione &#8211; o prendere le distanze &#8211; per il tuo calendario editoriale.</p>
<h2>Il Real Time Marketing</h2>
<p>Non diamo nulla per scontato, quindi: cos&#8217;è il Real Time Marketing?</p>
<p>È quel metodo di comunicazione che si aggancia a particolari <strong>eventi</strong>, momenti reali, ricorrenze e <strong>festività</strong> per veicolare un messaggio, dal brand alle persone.</p>
<p>Si tratta di un <strong>marketing in presa diretta</strong>, che quindi poggia su quello che accade <em>offline</em>: nel caso del periodo natalizio le date e gli avvenimenti sono, ovviamente, <strong>prevedibili</strong>.</p>
<p>Ora, molti sono favorevoli, molti sono contrari all&#8217;uso di questi post festivi sui social. Come vedremo negli esempi selezionati, in realtà, ciò che conta rimane sempre costruire dei<strong> contenuti di valore</strong>.</p>
<p>Ecco, allora, i tre post che ti aiuteranno a decidere cosa pubblicare sulle tue Pagine durante le prossime settimane.</p>
<h2>Bocciato, penna blu e dietro la lavagna</h2>
<p>Questo contenuto non ha scusanti.</p>
<p><strong>Crema Novi</strong>, come molti altri, ha semplicemente formulato degli auguri e montato i prodotti a mo&#8217; di abete.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-144644" src="https://www.bloo.it/wp-content/uploads/2019/11/crema-novi-natale.png" alt="crema novi natale" width="400" height="413" /></p>
<p>&#8220;Grazie, a te e famiglia&#8221;, ma posso benissimo ignorare questa comunicazione: <strong>non colpisce la mia attenzione</strong> &#8211; se non per uno sguardo sdegnato &#8211; non mi dice nulla sul brand, non comunica <strong>nulla di unico o riconoscibile. </strong>A parte il barattolino che sì, ci sta, ma non aggiunge nulla di creativo, divertente o emozionale.</p>
<p>Anche <em>Arbre Magique</em> sfrutta la forma del suo prodotto &#8211; l&#8217;alberello appunto &#8211; per ogni Natale: qualche tocco di rosso, qualche pallina, una spolverata di neve <em>et voilà</em>.</p>
<p>Nessuno sforzo creativo, nessun sorriso e nessun brivido per gli utenti.</p>
<h2>Non si applica, potrebbe fare di più</h2>
<p>Qui siamo sulla fascia media.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-144646" src="https://www.bloo.it/wp-content/uploads/2019/11/tartufone-natale.png" alt="tartufone natale" width="400" height="483" /></p>
<p>Il <strong>Tartufone</strong> è un prodotto prettamente natalizio: il Natale è quindi la giornata dei Tartufone lovers. Ci sta. Carino.</p>
<p>Ma è un post che andresti a condividere? È un post che coinvolge e lascia un messaggio? Direi di no.</p>
<p>Un post celebrativo, che finge di essere dedicato alle persone ma è <strong>completamente centrato sul prodotto</strong>.</p>
<p>Potreste obiettare che andrebbe valutato il contesto e il brand di cui stiamo parlando: bene, vi suggerisco di andare a guardare il lavoro che fa <em>Bauli</em>. Anche questo un marchio legato alle festività dicembrine, che ha però trovato il modo &#8211; creativo &#8211; per comunicare tutto l&#8217;anno e in modo mai banale.</p>
<p>Ha le potenzialità, ma non si applica.</p>
<h2>Promosso e inaspettato</h2>
<p>Ero tentata di citare <em>Barilla</em>, che qualche anno fa fece un post molto carino alla Vigilia di Natale, in cui salutava tutti coloro che si preparavano alla maratona di cucina che stava per iniziare.</p>
<p>Ma poi ho scelto di inserire <strong><em>Perlana</em></strong>, un brand non blasonato a livello social che in realtà lavora molto bene.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-144647" src="https://www.bloo.it/wp-content/uploads/2019/11/perlana-natale.png" alt="Perlana natale" width="400" height="482" /></p>
<p>Perlana non fa semplicemente gli auguri, ma scherza sul tessuto del vestito di Babbo Natale e sul fatto che c&#8217;è sempre qualcuno che deve indossarlo in casa.</p>
<p>Non è il post del secolo ma è <strong>cucito addosso al brand</strong> &#8211; dopotutto parla di capi, lavaggi e resistenza &#8211; e usa un <strong>linguaggio</strong> che è quello <strong>di Perlana</strong>, si rivolge alle donne e strappa anche un sorriso, riportando alla mente tanti momenti vissuti con le persone che amiamo.</p>
<p>Semplice, essenziale, ma riuscito.</p>
<p>Ora che hai conosciuto il meglio e il peggio, sei pronto per dare forma al tuo post di Natale. Lo farai o non lo farai?</p>
<p><em>PS. Occhio, se posti un alberello fatto di calzini, barattolini, penne o qualsiasi altro oggetto&#8230;ti troverò!</em></p>
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		<title>5 contenuti da NON postare sui tuoi social</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/contenuti-da-non-postare-sui-social/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Lisa Di Vincenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2019 09:41:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo è un articolo all&#8217;incontrario. Non ti svelerò i contenuti definitivi da usare per crescere esponenzialmente sui social. Al contrario, ho preparato un elenco dei 5 contenuti che NON dovresti postare per nessun motivo sui tuoi canali di comunicazione. Pronto a mettere qualche x? 1. Contenuti autoreferenziali Partiamo da qualcosa che potrebbe sembrare scontato, ma [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è un articolo all&#8217;incontrario.</p>
<p>Non ti svelerò i contenuti definitivi da usare per crescere esponenzialmente sui social. Al contrario, ho preparato un elenco dei <strong>5 contenuti che NON dovresti postare</strong> per nessun motivo sui tuoi canali di comunicazione.</p>
<p>Pronto a mettere qualche x?</p>
<h2>1. Contenuti autoreferenziali</h2>
<p>Partiamo da qualcosa che potrebbe sembrare scontato, ma non lo è proprio.</p>
<p>Già, perché tutti abbiamo la tendenza a parlare di noi stessi, prima che degli altri. Pensa al classico amico che, mentre stai raccontando i tuoi problemi, inizia a elencare le sue sventure. Ecco, questo come azienda &#8211; o nel tuo personal branding &#8211; è sbagliatissimo.</p>
<p>Mostra alle persone non quanto sei bravo e speciale, ma come puoi rendere loro migliori,<strong> come puoi aiutarli</strong> a superare una difficoltà o a essere felici.</p>
<p>Quindi sì a post utili, no a post di autocelebrazione.</p>
<h2>2. Contenuti non in linea con la tua comunicazione</h2>
<p>Qui c&#8217;è da fare una differenziazione: sui temi e il settore di riferimento e sul <a href="https://www.lucapropato.com/blog/tono-voce-brand.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tono di voce</a>.</p>
<p>In base ai prodotti o servizi che offri, tratterai degli <strong>argomenti specifici</strong>. Ad esempio, se sei un dentista, parlerai di salute, alimentazione, estetica, ma non di politica. Se vendi abiti da sposa, parlerai di matrimonio, amore, felicità, ma non di arredamento.</p>
<p>Avrai poi anche un tuo<strong> tono di voce</strong>, un tuo mood: una comunicazione più o meno calda, legata a delle immagini, a delle parole, a espressioni e modi di dire. Questo tov deve essere costante su tutti i canali e in tutta la comunicazione.</p>
<p>Anche questa potrebbe sembrarti una banalità, ma in realtà è facile cadere nel tranello.</p>
<h2>3. Contenuti in stile Taffo</h2>
<p>Tutti vogliono essere Taffo. O Ceres, insomma.</p>
<p>Ma non lo sono. E, riallacciandoci al punto 2, non dovrebbero esserlo. Capita spesso di vedere aziende o piccoli professionisti pubblicare dei meme, o scrivere dei post scherzosi su temi del momento.</p>
<p>Se la tua comunicazione è completamente diversa, tocca argomenti seriosi o distanti dalla cronaca, l&#8217;accostamento e la pubblicazione risulteranno <strong>sterili e fuori luogo</strong>.</p>
<h2>4. Contenuti con hashtag a caso</h2>
<p>Questo punto riguarda prevalentemente i post su Instagram.</p>
<p>Non serve dirti che<strong> su Facebook</strong> gli hashtag non hanno motivo di essere usati: potresti integrarli nelle tue pubblicazioni solo per una tua strategia, magari creandone alcuni legati al brand. Per il resto, nettamente bocciati.</p>
<p><strong>Su Instagram</strong> gli hashtag vanno usati, <strong>con parsimonia e &#8220;giudizio&#8221;</strong>: è inutile inserirne una marea, ma soprattutto bisognerebbe usare quelli più calzanti rispetto all&#8217;immagine e al concetto da esprimere.</p>
<p>Inoltre, evita gli hashtag troppo usati: il tuo post andrebbe perso in un mare di contenuti e non ti porterebbe alcun contatto utile.</p>
<h2>5. Contenuti con errori!</h2>
<p>E, per concludere, il punto che mi sta più a cuore. I contenuti con errori.</p>
<p>Prima di pubblicare, <strong>rileggi</strong> una, dieci, anche venti volte. A voce alta preferibilmente.</p>
<p>Un post con errori di grammatica, di ortografia o scritto male, crea due ordini di problemi: da un lato è <strong>poco comprensibile</strong>, quindi ostacola il messaggio, dall&#8217;altro non gioca a favore della tua reputazione.</p>
<p>È indice di scarsa cura, <strong>scarsa professionalità</strong> e, se incontrassi un GrammarNazi sulla tua strada, potrebbe essere il motivo per cui perderesti un follower.</p>
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		<item>
		<title>Content Marketing: 3 tool per creare contenuti efficaci</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/content-marketing-tool-per-creare-contenuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Elena Crusco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 07:37:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.blooacademy.it/?p=137301</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sei seduto davanti al tuo computer mentre aspetti che sopraggiunga la fatidica ispirazione a suggerirti che cosa scrivere. Poi inevitabilmente ti alzi e molli tutto. Quante volte ti sarà capitato? Tranquillo, benvenuto nel club! Per ovviare a questa situazione, esistono alcuni tool utili per rendere più semplice il tuo lavoro di scrittura e creazione di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bloo.it/blog/content-marketing-tool-per-creare-contenuti/">Content Marketing: 3 tool per creare contenuti efficaci</a> proviene da <a href="https://www.bloo.it">Bloo • Digital &amp; Human Marketing Agency</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sei seduto davanti al tuo computer mentre aspetti che sopraggiunga la fatidica ispirazione a suggerirti che cosa scrivere. Poi inevitabilmente ti alzi e molli tutto.</p>
<p>Quante volte ti sarà capitato? Tranquillo, benvenuto nel club!</p>
<p>Per ovviare a questa situazione, esistono alcuni<strong> tool utili</strong> per rendere più semplice il tuo lavoro di <strong>scrittura e creazione di contenuti.</strong></p>
<p>Vediamoli insieme!</p>
<h2>Answer the public</h2>
<p><a href="https://answerthepublic.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Questo tool</a> è diventato in poco tempo il punto di riferimento per qualsiasi web writer.</p>
<p>In pochi e semplici passaggi ti permette di capire che cosa le persone scrivono sui motori di ricerca e quindi a cosa sono interessate.</p>
<p>Inserendo le parole chiave che più ti interessano e il paese di riferimento, troverai tutte le <strong>query inerenti al termine ricercato</strong>. I risultati sono divisi in base alle parole e preposizioni correlate alle tue keywords; questo aspetto è molto utile per renderti conto, nel dettaglio, che tipologia di domande fa il tuo pubblico rispetto a una determinata parola chiave.</p>
<p>Quando non sai bene di cosa scrivere lascia che siano le persone a dirtelo. Nel Content Marketing <strong>ogni ricerca effettuata sul web è un’opportunità che va colta!</strong></p>
<h2>Ubersuggest</h2>
<p>Un altro tool utile per capire quali sono le migliori keywords da inserire nei tuoi articoli, è <a href="https://neilpatel.com/it/ubersuggest/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ubersuggest</a>. Nella sezione di ricerca di questo strumento puoi inserire:</p>
<ul>
<li>parole chiave;</li>
<li>fonte (web, immagini, news, shopping, ecc…);</li>
<li>lingua.</li>
</ul>
<p><strong>I risultati forniti ti daranno un quadro completo</strong> di trend, volumi di ricerca, costo per click, SEO difficulty e competition, indirizzandoti verso la scelta delle <strong>migliori keywords da usare</strong> rispetto all’argomento che vuoi trattare.</p>
<p>Inoltre, tra i vari servizi offerti da Ubersuggest, troverai anche la lista degli <strong>articoli più indicizzati sul web</strong> inerenti alle tue parole chiave. Potrai scoprire quali sono quelli che hanno più interessato il tuo pubblico e creare una strategia ad hoc per il tuo lettore.</p>
<p>Bene. A questo punto, dopo aver scelto l’argomento e le keywords più adatte ai tuoi obiettivi, ti segnalo un ultimo tool che sarà utile per <a href="https://www.blooacademy.it/blog/tool-per-creare-video/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>creare contenuti visivi</strong> </a>che diano forza alle tue parole.</p>
<h2>Canva</h2>
<p>Ti presento il graphic design più semplice e intuitivo del web.</p>
<p>Non serve avere particolari doti grafiche, anzi, il sito propone dei <strong>layout già preimpostati</strong> che sono facilmente personalizzabili e, in pochissimo tempo, ti permettono di avere un prodotto di design originale per il tuo<a href="https://www.blooacademy.it/blog/come-raccontare-un-brand/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> visual storytelling</strong></a>.</p>
<p>Qui troverai anche tante idee per creare post Facebook, Instagram, newsletter, copertine, inviti e molto altro. Basta solo liberare la creatività, al resto penserà <a href="https://www.canva.com/it_it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Canva</a>!</p>
<p>Adesso che conosci questi tool puoi fare a meno di sperare in un miracolo, ti basterà semplicemente imparare a usarli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bloo.it/blog/content-marketing-tool-per-creare-contenuti/">Content Marketing: 3 tool per creare contenuti efficaci</a> proviene da <a href="https://www.bloo.it">Bloo • Digital &amp; Human Marketing Agency</a>.</p>
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		<item>
		<title>Yoast SEO: come ottimizzare un articolo di blog</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/yoast-seo-come-ottimizzare-articolo-blog/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Sulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2019 08:14:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.blooacademy.it/?p=137176</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci siamo. Hai deciso di creare il tuo blog su WordPress. Hai scelto il template migliore, le immagini, il font e hai tante cose di cui parlare: le parole scorrono come fiumi sulla tastiera. È il tuo momento. Ma sei sicuro che questo sia sufficiente a rendere i tuoi articoli attraenti nella giungla del web? [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo. Hai deciso di creare il tuo blog su <strong>WordPress</strong>. Hai scelto il template migliore, le <a href="https://www.blooacademy.it/blog/immagini-per-il-blog/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">immagini</a>, il font e hai tante cose di cui parlare: le parole scorrono come fiumi sulla tastiera. È il tuo momento.</p>
<p>Ma sei sicuro che questo sia sufficiente a rendere i tuoi articoli attraenti nella giungla del web?</p>
<p>Purtroppo <strong>NO</strong>.</p>
<p>Nella ricetta per un blog perfetto, c’è un ingrediente principale che non può essere trascurato: la <strong>SEO</strong>, ovvero la <em>Search Engine Optimization</em>, l’insieme delle tattiche che aiutano il tuo articolo a scalare le vette dell’<strong>indicizzazione su Google</strong>.</p>
<p>Ma come fare quando di SEO si sa poco o nulla?</p>
<p><strong>Niente panico!</strong></p>
<p>WordPress offre la possibilità di implementare <strong>Yoast Seo</strong>, un plug-in semplice e intuitivo per <strong>ottimizzare un articolo di blog</strong> in pochi e semplici passaggi.</p>
<h2>La ricerca della frase perfetta per il tuo articolo</h2>
<p>Trovare le parole giuste non è facile, soprattutto quando scriviamo di un argomento specifico sul nostro blog.</p>
<p>La parola chiave, o frase chiave, è il termine o insieme di termini di ricerca che permettono alla tua pagina di classificarsi sul <strong>web.</strong> La stessa parola che i tuoi lettori cercano per avere informazioni riguardo un determinato argomento.</p>
<p>Ma come scegliere quella giusta?</p>
<p>Il lavoro di <strong>Yoast SEO</strong> è proprio quello di <strong>valutare il tuo articolo</strong> e <strong>dare feedback</strong> su come migliorarne il contenuto attraverso l&#8217;utilizzo di una parola o frase chiave.</p>
<h2>L&#8217;importanza della strategia</h2>
<p>Quello che consiglia il plug-in è la creazione di una vera e propria strategia di parole chiave per il tuo blog, con l’aiuto di alcuni strumenti come <strong>Yoast Suggest</strong>, <strong>Google Trends</strong> o la semplice <strong>Google Search.</strong> Si tratta di un lavoro dinamico che non può essere fatto una sola volta: è importante ricordare che i suggerimenti di ricerca cambiano continuamente.</p>
<p><strong>Yoast Suggest</strong> utilizza gli stessi dati di <strong>Google Suggest</strong> per aiutarti a trovare le <strong>prime dieci parole chiave</strong> utili a descrivere il tuo articolo: i termini e le combinazioni di parole più utilizzati dalle persone nelle ricerche sul web.</p>
<p>Un altro <strong>metodo più semplice</strong> è digitare una o più parole sul campo di ricerca di Google e vedere quale ordine di indicizzazione ti può garantire un determinato termine o una specifica frase. Infine, con <strong>Google Trends</strong> potrai confrontare due o più termini e valutare quale può garantirti maggiore visibilità.</p>
<p>La scelta delle parole chiave sarà utile anche in un altro passaggio, quello della creazione dello <strong>Snippet, </strong>ovvero il titolo e la descrizione con i quali il tuo articolo comparirà nell’indicizzazione dell’elenco Google. Anche in questo caso sarà fondamentale utilizzare le parole scelte nello step di cui ti ho parlato sopra.</p>
<h2>Semplificare non è banalizzare</h2>
<p>Ricapitoliamo: hai l’argomento di cui trattare, hai anche trovato le parole chiave, hai editato il tuo <strong>Snippet</strong>, hai scritto il tuo articolo (se non sai come fare, <a href="https://www.blooacademy.it/blog/scrivere-un-articolo-di-blog/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">clicca qui</a>) ma il <strong>semaforo di Yoast SEO è ancora rosso</strong>. Questo non vuol dire che i tuoi contenuti siano sbagliati, ma che probabilmente non sono così semplici da leggere.</p>
<p>Non disperare, il tuo <strong>plug-in “amico”</strong> ha creato un algoritmo che assegna un punteggio di leggibilità, calcolandolo in tempo reale sulla tua bozza. Con questo strumento, riceverai <strong>consigli e suggerimenti</strong> per rendere il tuo post più comprensibile con qualche <strong>semplice modifica</strong>, mantenendo il carattere unico della tua scrittura; infatti, semplificare i contenuti non vuole dire banalizzarli ma renderli più fruibili ai tuoi lettori.</p>
<p>Al momento, i <strong>parametri</strong> utilizzati da <strong>Yoast SEO</strong> per ottimizzare il tuo articolo di blog sono 6:</p>
<ol>
<li>Parole di transizione;</li>
<li>Inizio delle frasi;</li>
<li>Facilità di lettura;</li>
<li>Lunghezza del paragrafo;</li>
<li>Lunghezza della frase;</li>
<li>Forme passive.</li>
</ol>
<h2>Ultima, ma non per importanza, l’analisi SEO</h2>
<p>Questo tipo di <strong>analisi</strong> è fondamentale per capire se il tuo articolo può essere dato in pasto al web.</p>
<p>Come nel caso precedente, <strong>Yoast SEO</strong> procede alla valutazione di alcune caratteristiche che ti aiuteranno a capire se hai utilizzato correttamente le parole chiave nel titolo, nel paragrafo introduttivo, nell’intestazione, nell’URL, nel corpo del testo, nelle eventuali immagini e nello <strong>Snippet</strong>.</p>
<h2>Yoast SEO, quanto devi essere “verde”?</h2>
<p>Più riceverai <strong>bullets verdi</strong> più il tuo testo sarà considerato <strong>SEO friendly </strong>(in teoria)<strong>.</strong> Non è obbligatorio ottenere una votazione completamente positiva in tutte le voci, ma più il tuo semaforo sarà verde più dovrebbe essere alta la possibilità di essere classificati nei primi posti dal motore di ricerca.</p>
<p>Ora hai davvero tutto ciò che ti serve per ottimizzare il tuo articolo di blog su WordPress. Ma non dimenticare mai che <strong>il contenuto ha più valore della leggibilità SEO</strong>. Perciò, concentrati nello scrivere articoli interessanti considerando l’analisi solo una guida per perfezionare la tua scrittura.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scrivere un articolo di blog: da dove iniziare?</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/scrivere-un-articolo-di-blog/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Reclama]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2019 07:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.blooacademy.it/?p=136523</guid>

					<description><![CDATA[<p>Hai creato un blog, vuoi scrivere il tuo primo articolo, ma non sai proprio da dove iniziare. Fai un respiro profondo e non scoraggiarti, sei in buona compagnia. Chiunque scrive contenuti per il web, un tempo si è trovato nella tua stessa situazione, con i tuoi stessi dubbi e le tue stesse difficoltà: sì, anch&#8217;io. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Hai creato un blog, vuoi scrivere il tuo primo articolo, ma non sai proprio da dove iniziare.</p>
<p>Fai un respiro profondo e non scoraggiarti, sei in buona compagnia.</p>
<p>Chiunque scrive contenuti per il web, un tempo si è trovato nella tua stessa situazione, con i tuoi stessi dubbi e le tue stesse difficoltà: sì, anch&#8217;io.</p>
<p>Per questo motivo, voglio condividere con te quali sono <strong>gli step da compiere per scrivere il tuo primo post di blog</strong>, e dare finalmente il via al tuo progetto editoriale.<span id="more-136523"></span></p>
<h2>Trovare l’argomento giusto</h2>
<p>Facciamo finta che tu abbia già scelto una tematica da affrontare.</p>
<p>Il primo passo da compiere per scrivere un articolo di blog consiste nell&#8217;identificare <strong>un argomento specifico collegato alla tematica scelta</strong>.</p>
<p>Ad esempio, vuoi parlare di cinema? L&#8217;ipotetico argomento potrebbe essere l&#8217;ultimo film uscito nelle sale cinematografiche, di cui potresti fare una recensione.</p>
<p>Vuoi invece scrivere di marketing? Potresti allora optare per una guida su <a href="https://www.blooacademy.it/blog/come-creare-un-piano-editoriale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come creare un piano editoriale</a>.</p>
<p>Quindi, <strong>mettiti comodo e fai una minuziosa ricerca</strong>. Stai tranquillo, le idee verranno da sé.</p>
<h2>Preparare la scaletta</h2>
<p>Una volta che hai deciso l&#8217;argomento, hai bisogno di una scaletta, ossia <strong>la struttura del tuo articolo</strong>.</p>
<p>Dunque, prendi carta e penna, o apri un nuovo documento Word, e butta giù tutto ciò che ti passa per la mente, tutti i punti che vorresti trattare.</p>
<p>Solo dopo aver messo nero su bianco le tue idee, prova a riordinarle, a <strong>dargli una forma</strong> e <strong>inquadrarle in paragrafi e sottoparagrafi</strong>.</p>
<p>Come un archeologo, in poco tempo, avrai tra le mani lo scheletro del tuo post, pronto per essere portato in vita.</p>
<h2>Scrivere la bozza</h2>
<p>Il momento che tanto aspettavi è finalmente arrivato.</p>
<p>Dopo aver preparato la scaletta, puoi adesso iniziare a <strong>redigere la prima bozza</strong> di quel che sarà il tuo articolo.</p>
<p>Parti dall&#8217;incipit e introduci l&#8217;argomento. Esplodi poi ogni paragrafo e sottoparagrafo, fino ad arrivare a una conclusione che stimoli il lettore a compiere un&#8217;azione.</p>
<p>Scrivi velocemente. Scrivi senza prestare attenzione alla forma. <strong>Lascia che le idee fluiscano liberamente</strong>.</p>
<h2>Rilettura, editing e ottimizzazione</h2>
<p>Scritta la bozza, ti consiglio di spegnere il computer e andare a fare una passeggiata.</p>
<p>Lascia passare qualche ora, o anche qualche giorno. Gli eventuali refusi di forma (e non) saranno più visibili a mente fresca.</p>
<p>Poi, <strong>rileggi ciò che hai scritto</strong>. <strong>Correggi quello che non va e rileggilo di nuovo</strong>. Una, due, tre volte. <em>Melius est abundare quam deficere</em>, come dicevano i saggi e vecchi latini.</p>
<p>Fatto questo, sei quasi pronto per pubblicare il tuo articolo. Manca solo un ultimo passaggio: <strong>ottimizzarlo lato SEO</strong>, ossia renderlo appetibile per i motori di ricerca. Per farlo, un plugin come Yoast SEO potrebbe esserti molto utile.</p>
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		<title>Come diventare un copywriter</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/come-diventare-un-copywriter/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Reclama]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2019 06:27:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.blooacademy.it/?p=135194</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se stai leggendo questo articolo, molto probabilmente non è la prima volta che senti parlare di copywriting. Magari sei uno studente universitario con la passione per la scrittura. Oppure hai appena terminato gli studi e vorresti formarti ulteriormente, prima di entrare nel mondo del lavoro. Bene, in entrambi i casi, sei atterrato nel posto giusto. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se stai leggendo questo articolo, molto probabilmente non è la prima volta che senti parlare di copywriting. Magari sei uno studente universitario con la passione per la scrittura. Oppure hai appena terminato gli studi e vorresti formarti ulteriormente, prima di entrare nel mondo del lavoro.</p>
<p>Bene, in entrambi i casi, <strong>sei atterrato nel posto giusto</strong>.</p>
<p>Nelle righe che seguono ti parlerò della figura del copywriter, e del percorso che puoi intraprendere per <strong>diventare un professionista delle parole</strong>.<span id="more-135194"></span></p>
<p>Prima di iniziare, però, c’è una doverosa premessa da fare: se stai cercando la formula magica per diventare un copywriter, mi spiace dirtelo ma non la troverai, né qui né altrove; perché, quando si parla di scrittura pubblicitaria, non esiste un percorso di studi che garantisca un risultato certo. D’altronde, stiamo parlando di copywriting, non di astrofisica o medicina.</p>
<h2>Chi è il copywriter?</h2>
<p>Forse ho corso un po’ troppo, quindi facciamo un passo indietro.</p>
<p>Se hai visto <a href="https://www.blooacademy.it/blog/gestione-del-cliente-mad-men/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la serie TV Mad Men</a> (se non lo hai fatto, ti consiglio di rimediare al più presto), ti sarà già capitato di sbirciare dietro le quinte di un’agenzia pubblicitaria: dall’incontro con il cliente, all’ideazione del concept strategico, alla realizzazione dei contenuti (visivi e testuali) che daranno vita a una campagna promozionale.</p>
<p>In questo processo di lavoro, il copywriter è quella figura professionale che tradizionalmente <strong>si occupa di elaborare un’idea creativa</strong> (insieme all’art director), per poi <strong>modellarla sotto forma di parole</strong> in grado di coinvolgere e persuadere il pubblico.</p>
<p>Con l’avvento del web e di tutto il companatico social, gli strumenti e i media utilizzati sono sicuramente cambiati. Ma <strong>le competenze fondamentali richieste a un copywriter sono sempre le stesse</strong>. Vediamo insieme quali sono.</p>
<h2>Le 3 soft skills da possedere (o sviluppare)</h2>
<p>Le competenze tecniche sono importanti, ma da sole non bastano.</p>
<p>Andresti mai a lezione di chitarra da un insegnante che, seppur talentuoso, non ti fa sentire a tuo agio?</p>
<p>Mi sembra di averti visto scuotere la testa in segno di disapprovazione.</p>
<p>Bene. La stessa cosa accade per gran parte delle professioni, in particolare per quelle che coinvolgono direttamente le persone.</p>
<p>Per questo motivo, prima di affinare le tue abilità di scrittura e le tue conoscenze di marketing, <strong>dovresti sviluppare (se già non le possiedi) alcune competenze trasversali</strong> fondamentali per diventare un bravo copywriter.</p>
<p>Eccone alcune che, secondo me, sono indispensabili per chi vuole svolgere questo mestiere:</p>
<p>• <strong>Ascolto</strong>: scrivere è comunicare, e per comunicare in modo efficace bisogna saper ascoltare i propri interlocutori. Solo in questo modo puoi <strong>leggere tra le righe di un messaggio</strong> e adeguare di conseguenza le tue parole.</p>
<p>• <strong>Empatia</strong>: ossia la capacità di <strong>mettersi nei panni di un’altra persona</strong>. Un copywriter deve necessariamente possedere questa soft skill, per comprendere che cosa il pubblico dice, fa, pensa, sente, ascolta e vede; nonché i suoi dolori e valori personali, per toccare le giuste corde e <strong>riuscire a coinvolgerlo emotivamente</strong>.</p>
<p>• <strong>Creatività</strong>: è un prerequisito fondamentale quando si ha a che fare con le parole. <strong>Un’abilità che può essere allenata</strong> quotidianamente a colpi di <a href="https://www.blooacademy.it/blog/pensiero-creativo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esercizi che stimolano il pensiero creativo</a>.</p>
<h2>Dove e cosa studiare per diventare un copywriter</h2>
<p>Come già anticipato, attualmente non esiste in Italia un corso di studi universitario pensato appositamente per formare i futuri copywriter. Essere laureati in lettere, scienze della comunicazione o al DAMS, potrebbe essere sicuramente un buon punto di partenza. Ma <strong>una formazione aggiuntiva è fortemente consigliata</strong>.</p>
<p>Quindi, potresti cominciare innanzitutto studiando <strong>i migliori blog che parlano di copywriting e content marketing</strong>. Ce ne sono di autorevoli anche in Italia. Te ne suggerisco qualcuno:</p>
<ul>
<li>Pennamontata</li>
<li>Parole &amp; Pois</li>
<li>MySocialWeb</li>
<li>Il Mestiere di Scrivere</li>
<li>Copyblogger</li>
<li>Copyhackers</li>
<li>E, ovviamente, Bloo Academy <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></li>
</ul>
<p>Poi, potresti approfondire alcune tematiche, leggendo <strong>i manuali scritti dai più famosi copywriter e marketers del mondo</strong>. La lista sarebbe molto lunga, ecco quindi quelli che secondo me sono i più completi:</p>
<ul>
<li>The Adweek Copywriting Handbook di Joseph Sugarman</li>
<li>The Copywriter’s Handbook di Robert W. Bly</li>
<li>Cashvertising di Drew Eric Whitman</li>
<li>La parola immaginata di Annamaria Testa</li>
<li>Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole di Piero Babudro</li>
</ul>
<p>Ovviamente, come in ogni mestiere, <strong>la teoria non è sufficiente</strong>. Infatti, bisogna affiancare la formazione con una pratica quotidiana, volta a consolidare le nozioni apprese. Quindi, <strong>esercitati a scrivere ogni giorno</strong>: tieni un diario personale, apri un blog tematico o divertiti a inventare delle caption originali per le foto che pubblichi su Instagram. Con il passare delle settimane, ti accorgerai che la scrittura è soprattutto esercizio, e <strong>rimarrai stupito dai progressi che sarai riuscito a compiere</strong>.</p>
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		<title>5 romanzi da leggere per creare contenuti efficaci</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/romanzi-per-creare-contenuti-efficaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Lisa Di Vincenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2019 07:43:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.blooacademy.it/?p=134826</guid>

					<description><![CDATA[<p>Manuali, guide definitive e vademecum per imparare a scrivere testi coinvolgenti e interessanti. Non solo. I libri &#8220;tecnici&#8221; sono sicuramente utili, ma i segreti per creare contenuti che valgono sono in posti insospettabili. Nei grandi classici, che ci sembra abbiano davvero poco a che fare col marketing. Questi sono i 5 titoli che devi aver [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Manuali, guide definitive e vademecum per imparare a scrivere testi coinvolgenti e interessanti.</p>
<p>Non solo.</p>
<p>I libri &#8220;tecnici&#8221; sono sicuramente utili, ma i segreti per creare <strong>contenuti che valgono</strong> sono in posti insospettabili. Nei <strong>grandi classici</strong>, che ci sembra abbiano davvero poco a che fare col marketing.</p>
<p><span id="more-134826"></span></p>
<p>Questi sono i 5 titoli che devi aver letto, e se non l&#8217;hai ancora fatto puoi sempre portarli con te in vacanza.</p>
<h2>1. Il Signore delle Mosche</h2>
<p>William Golding mette in scena la situazione-tipo di qualsiasi<em><strong> focus group</strong></em>: c&#8217;è l&#8217;isola deserta, i naufraghi, l&#8217;esperienza nuova e inaspettata, gli osservatori esterni.</p>
<p>Questo gruppo di ragazzini si ritrova su quest&#8217;isola e mette in scena tutte le dinamiche tipiche di una comunità, ma anche di un gruppo di persone che deve testare un prodotto o avvicinarsi a un contenuto.</p>
<p>Lotta per la leadership, ricerca del <em>reward</em>, istinto alla caccia: non manca nulla.</p>
<h2>2. Decameron</h2>
<p>Boccaccio è una delle penne più importanti della storia letteraria italiana, uno dei primi a utilizzare il volgare come &#8220;lingua delle lettere&#8221;.</p>
<p>Ma anche il primo autore a rendere tangibile e ordinata la <strong>potenza delle storie</strong>. <a href="https://www.blooacademy.it/blog/raccontare-una-storia-the-oa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">In uno dei nostri articoli abbiamo parlato di OA</a> e dei segreti per raccontare una storia che coinvolga le persone: bé, il Decameron ha fatto la stessa cosa, giusto qualche anno prima.</p>
<p>La cornice la conosciamo tutti: un gruppo di ragazzi si rifugia in una villa in campagna per sfuggire alla peste, che sta mettendo in ginocchio Firenze. Qui, per impiegare il tempo, si raccontano a turno delle novelle.</p>
<p>E qui si inserisce <a href="https://www.blooacademy.it/blog/come-raccontare-un-brand/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lo <strong>storytelling</strong></a>, un&#8217;arte antica quanto l&#8217;uomo, attuale quanto non mai e dalla forza inesauribile.</p>
<h2>3. Don Chisciotte della Mancia</h2>
<p>Il romanzo più venduto della storia, a disegnare i tratti di <strong>una delle figure più amate e iconiche</strong> della letteratura.</p>
<p>Chi è un Don Chisciotte? Un uomo di mezza età, appassionato di romanzi cavallereschi, che si sente chiamato a una vita da <em>hidalgo</em>. Iniziano così una serie di avventure, guidate dall&#8217;immaginazione di Alonso Quijano &#8211; divenuto appunto Don Chisciotte &#8211; e seguite dall&#8217;aiutante Sancho Panza: una lotta impari a favore dei deboli e contro le ingiustizie.</p>
<p>Don Chisciotte diventa così chiunque combatta &#8220;contro i mulini a vento&#8221;, diventa il sognatore che vuole rovesciare lo status quo. Diventa <strong>un simbolo</strong>, diventa memorabile e <strong>rappresentativo di valori forti</strong>, così come vorrebbero essere i più grandi brand.</p>
<p>Un lavoro di <strong>branding</strong>, appunto, che è arrivato a noi dal 1600 spagnolo.</p>
<h2>4. Cyrano de Bergerac</h2>
<p>La situazione è sempre la stessa: c&#8217;è il cavaliere, scrittore romantico, che ama una dolce fanciulla, che a sua volta ama un ragazzo bellissimo ma sempliciotto.</p>
<p>Per amore della donna, il poeta Cyrano inizia a scrivere per Cristiano, il tontolone incapace di ricambiare il sentimento, meravigliose frasi zuccherose e componimenti irresistibili: la <strong>magia delle parole</strong> porta Rossana a innamorarsi ancor più perdutamente di Cristiano, trasformato così in un uomo irresistibile.</p>
<p>A fare la differenza sono le parole, in grado di <strong>affascinare e colpire al cuore</strong> le persone. Un po&#8217; come racconta anche Edmond Rostand in questo classico.</p>
<h2>5. Il barone rampante</h2>
<p>Probabilmente la professoressa l&#8217;aveva inserito tra i libri da leggere per le vacanze, ma tu non l&#8217;hai mai sfogliato. Ti consiglio di recuperare adesso la lettura di questa opera, densa, <strong>ricca di significati complessi</strong>.</p>
<p>A mio parere, un libro non per bambini ma per adulti: cullati dal limpido italiano di Calvino, attraverso le pagine, si snoda la storia di Cosimo Piovasco di Rondò, un adolescente che, dopo una lite con il padre, decide di andare a vivere sugli alberi. E non metterà mai più piede sulla terraferma, vivendo comunque una vita piena di avventure e sentimenti.</p>
<p>Anche chi si occupa di comunicazione e marketing dovrebbe passare un po&#8217; di tempo sugli alberi, <strong>osservare le cose da lontano</strong>, guardare alcune situazioni mettendosi nei panni degli altri.</p>
<p>Insomma, prendendo le giuste distanze e <strong>adattando il messaggio</strong>, così, ai destinatari.</p>
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		<title>Come creare un calendario editoriale</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/come-creare-un-calendario-editoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Reclama]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2019 08:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.blooacademy.it/?p=134839</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di creazione di contenuti per il web, organizzare le attività da svolgere può agevolare notevolmente il lavoro. Se hai già letto il precedente articolo sull’importanza di un piano editoriale, sai già che in una strategia di content marketing la fase di pianificazione è sicuramente la più importante. Per questo motivo, in questo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bloo.it/blog/come-creare-un-calendario-editoriale/">Come creare un calendario editoriale</a> proviene da <a href="https://www.bloo.it">Bloo • Digital &amp; Human Marketing Agency</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di creazione di contenuti per il web, organizzare le attività da svolgere può agevolare notevolmente il lavoro.</p>
<p>Se hai già letto il precedente articolo sull’<a href="https://www.blooacademy.it/blog/come-creare-un-piano-editoriale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">importanza di un piano editoriale</a>, sai già che in una strategia di content marketing <strong>la fase di pianificazione è sicuramente la più importante</strong>.</p>
<p>Per questo motivo, in questo articolo voglio approfondire assieme a te un altro strumento indispensabile: <strong>il calendario editoriale</strong>.<span id="more-134839"></span></p>
<h2>Un calendario, sì. Ma in pratica di cosa si tratta?</h2>
<p>Spesso viene confuso con il piano editoriale, e viceversa. Ma il nome dovrebbe subito suggerire che si tratta di <strong>uno strumento completamente diverso</strong>.</p>
<p>Il calendario editoriale, infatti, è un vero e proprio calendario, <strong>un documento organizzativo </strong>(un foglio Excel, per intenderci) che permette di avere un quadro completo sui contenuti da realizzare, programmare e pubblicare.</p>
<p>Solo in questo modo si può <strong>portare avanti un progetto editoriale</strong> ed essere costanti nel tempo, senza rischiare di impantanarsi e gettare la spugna a qualche metro dalla linea di partenza.</p>
<h2>Come realizzare un calendario editoriale</h2>
<p>Come puoi immaginare, un calendario editoriale è uno strumento versatile, e quindi può essere utilizzato per <strong>pianificare sia gli articoli di blog che i post sui social media</strong>. Ovviamente, è sempre consigliato creare due file separati, in modo da non appesantire la lettura e confondere le attività.</p>
<p>In questo caso, per completezza, ci focalizziamo sulla creazione del calendario per un blog.</p>
<p>Innanzitutto, va detto che <strong>si tratta di un documento personalizzabile</strong>, e che quindi va creato sulla base delle proprie esigenze. Ad esempio, saranno diverse le necessità editoriali di un blogger freelance rispetto a quelle di un’agenzia di comunicazione con un team di 20 copywriter.</p>
<p>Ci sono, però, <strong>alcuni elementi che contraddistinguono ogni calendario editoriale</strong>, e che è bene conoscere, comprendere e utilizzare sempre. Vediamo insieme quali sono:</p>
<p>• <strong>Data</strong>: il giorno, il mese e l’anno in cui quel contenuto (articolo, nel nostro caso) dovrà essere pubblicato;</p>
<p>• <strong>Tipologia</strong>: quando si parla di blog, è sempre bene diversificare la tipologia di articoli che andremo a pubblicare, in modo tale da creare una vera e propria struttura ramificata di contenuti che attraggono un pubblico variegato di lettori. Si possono realizzare, infatti, articoli Cornerstone (la base del blog, contenuti generici destinati ai principianti), Pillar article (contenuti che vanno oltre la superficie, e che approfondiscono un tema ben definito) e Longtail article (contenuti che rispondono a domande specifiche del proprio pubblico);</p>
<p>• <strong>Argomento</strong>: non è il titolo definitivo, ma solo un appunto sul tema che si vuole trattare;</p>
<p>• <strong>Categoria</strong>: una tra quelle che hai scelto per organizzare gli articoli sul tuo blog. Ad esempio, se scrivi di cucina, le categorie potrebbero essere Antipasti, Primi Piatti, Secondi Piatti e Dolci;</p>
<p>• <strong>Keywords</strong>: le parole chiave che caratterizzano il tuo articolo e per le quali vuoi posizionarlo sui motori di ricerca;</p>
<p>• <strong>Call to Action</strong>: ogni articolo dovrebbe contenere al suo interno una o più chiamate all’azione per il lettore. Ossia l’invito a compiere uno specifico gesto (cliccare su un link che indirizza verso un contenuto a pagamento, compilare un form per iscriversi a una newsletter e così via). In questa sezione del tuo calendario, puoi appuntarti la tipologia di Call to Action prevista per ogni articolo;</p>
<p>• <strong>Stato attività</strong>: potrebbe essere “In lavorazione”, “Scritto” o “Pubblicato”. In modo tale da monitorare l’andamento delle tue attività editoriali;</p>
<p>• <strong>Fonti</strong>: per scrivere dei buoni articoli, servono delle fonti autorevoli. Qui puoi inserire i riferimenti da cui prendi spunto e attingi le informazioni;</p>
<p>• <strong>Autore e firma</strong>: se sul tuo blog scrivono più persone, questi due elementi sono indispensabili per distinguere e organizzare chi realizza e chi firma ogni contenuto.</p>
<p>Fonte: mysocialweb.it</p>
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		<title>Il content marketing secondo Netflix</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/content-marketing-netflix/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Lisa Di Vincenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 10:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nasce da un ritardo nella restituzione di una videocassetta. Inaugura l’era del binge watching. È Netflix, la più grande piattaforma di contenuti video, l’azienda che detta legge in tema di content marketing. Il suo fondatore, Reed Hastings, pensò Netflix come un servizio per il noleggio di DVD, VHS e videogiochi tramite posta, con un abbonamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bloo.it/blog/content-marketing-netflix/">Il content marketing secondo Netflix</a> proviene da <a href="https://www.bloo.it">Bloo • Digital &amp; Human Marketing Agency</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Nasce da un ritardo nella restituzione di una videocassetta. Inaugura l’era del binge watching.</h3>
<p>È Netflix, la più grande piattaforma di contenuti video, l’azienda che detta legge in tema di content marketing.</p>
<p>Il suo fondatore, Reed Hastings, pensò Netflix come un servizio per il <strong>noleggio di DVD, VHS e videogiochi tramite posta</strong>, con un abbonamento mensile a prezzi molto accessibili. L’idea si rivela vincente e, dopo essersi proposti a Blockbuster per 50 milioni di dollari ed essersi visti rifiutati, i signori di Netflix pensano di creare una <strong>piattaforma per lo streaming online</strong>.</p>
<p>Dal 2011 nascono le prime produzioni originali di serie, film e documentari, e nel 2014 la copertura è ormai quasi totale in Occidente.</p>
<h2>Ma come comunica Netflix?</h2>
<p>Oltre ad essere il più grande produttore di contenuti online, il gigante del binge watching ha introdotto un <strong>modo tutto nuovo</strong> <strong>di relazionarsi con le persone</strong>, crossmediale e con risultati che faranno &#8211; e hanno già fatto &#8211; storia.</p>
<h3>• Lo studio dei dati</h3>
<p>Uno dei punti di forza di Netflix è sicuramente <strong>la raccolta e l’analisi dei dati</strong>: attraverso uno studio attento dei numeri, non solo sui social ma anche direttamente sulla piattaforma, l’azienda riesce a <strong>profilare</strong> in modo azzeccato i suoi utenti, a capire i loro gusti e le loro abitudini.</p>
<p>Ad esempio, mentre guardi un film o una serie tv, Netflix osserva il tuo comportamento di navigazione: analizza le ore in cui consumi il prodotto, i giorni e il genere che preferisci.</p>
<p>Tutto ciò rende più semplice la <strong>creazione di contenuti virali</strong> e, in generale, permette di costruire una relazione e dar vita alla tanto agognata <strong>conversazione</strong> con le persone. Di cui Netflix conosce desideri, passioni e abitudini.</p>
<h3>• Al centro la persona</h3>
<p>Quando accedi alla schermata iniziale, è il sistema a suggerirti i titoli che potrebbero interessarti di più: questo significa che l’<strong>esperienza</strong> è <strong>personalizzata</strong> per ognuno di noi.</p>
<p>Proprio questa cura del singolo è un altro asso nella manica per Netflix: la possibilità di scegliere tra diversi piani di abbonamento, la selezione di film, le risposte sui social a tweet e commenti, l’uso dei sondaggi su Instagram.</p>
<p><strong>Il protagonista</strong>, in fin dei conti, <strong>sei tu</strong>: è per te che si decide di costruire un prodotto piuttosto che un altro, quei suggerimenti sono stati creati per te, sei parte di una comunità e Mister Netflix è sempre pronto a risponderti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h3>• Contenuti originali e coinvolgenti</h3>
<p><em>Last but not least</em>, i buoni contenuti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Netflix è <strong>il produttore di contenuti</strong> per eccellenza e, nonostante le critiche mosse dal settore della tv e del cinema, è riuscito ad imporsi grazie a un <strong>marketing strategico</strong>, allo sfruttamento di tutte le piattaforme online e offline &#8211; ricordi i cartelloni pubblicitari di <em>Basta Netflix</em>? &#8211; e alla creazione di un racconto eterogeneo ma coerente.</p>
<p>Nonostante la varietà di prodotti che troviamo nel catalogo Netflix, la comunicazione è <strong>unica, riconoscibile</strong>, con un tono di voce forte e il presidio di tutti i social. Video, infografiche, foto e guerriglia marketing sono il pane quotidiano di chi segue questo brand.</p>
<p>Certo, l’esempio che ti abbiamo portato è quello di un gigante del marketing: ma perché non puntare in alto?</p>
<p>PS. Ora puoi tornare a guardare la tua serie preferita!</p>
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		<item>
		<title>Come creare un piano editoriale</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/come-creare-un-piano-editoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Reclama]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 10:07:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per raggiungere un obiettivo, la fase di pianificazione è sicuramente la più importante. Perché, che sia un’operazione bellica per conquistare la Kamchatka durante una partita a RisiKo!, un viaggio interstellare verso un pianeta ai confini della galassia, oppure il “semplice” lancio sul mercato di un nuovo brand, la logica è sempre la stessa: senza un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per raggiungere un obiettivo, <strong>la fase di pianificazione è sicuramente la più importante</strong>.</p>
<p>Perché, che sia un’operazione bellica per conquistare la Kamchatka durante una partita a RisiKo!, un viaggio interstellare verso un pianeta ai confini della galassia, oppure il “semplice” lancio sul mercato di un nuovo brand, la logica è sempre la stessa: <strong>senza un solido piano strategico alle spalle, il fallimento è il più delle volte garantito</strong>.<span id="more-134759"></span></p>
<p>Allo stesso modo, quando si parla di Content Marketing (ossia il marketing basato sulla creazione e la condivisione di contenuti editoriali su media digitali e non), il raggiungimento o meno di un traguardo prefissato dipende, in primo luogo, dalla creazione di quello che in gergo viene chiamato “piano editoriale”.</p>
<h2>Che cos’è un piano editoriale</h2>
<p><strong>Un piano editoriale non è un calendario editoriale</strong>, ossia un documento organizzativo dei contenuti da realizzare, programmare e pubblicare, <strong>è qualcosa di più</strong>.</p>
<p>Ci tengo innanzitutto a sottolineare questa importante differenza, perché capita spesso (anche a esperti del settore) di confondere i due termini: il primo comprende il secondo, e per questo motivo non sono la stessa cosa.</p>
<p>Un piano editoriale consiste, infatti, nell’<strong>insieme delle azioni strategiche</strong> (di breve, medio e lungo periodo) che sono necessarie per indirizzare la tua comunicazione verso obiettivi di business misurabili.</p>
<p><strong>È un vero e proprio diario di bordo</strong>, senza il quale una strategia di content marketing perderebbe la rotta alla prima raffica di vento improvvisa.</p>
<h2>Come creare un piano efficace</h2>
<p>I primi passi da compiere per creare un piano editoriale sono <strong>l’analisi interna del tuo brand e l’analisi esterna del tuo potenziale pubblico di lettori</strong>.</p>
<p>Infatti, per creare qualsiasi contenuto (testuale o visual), hai bisogno di <strong>definire il messaggio e il tono di voce della tua comunicazione</strong>, per comunicare i tuoi valori, essere percepito come tu vorresti e &#8211; soprattutto &#8211; <a href="https://www.lucapropato.com/blog/tono-voce-brand.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">avere una personalità distintiva senza tirartela</a>.</p>
<p>Poi, al fine di scegliere quali saranno gli argomenti dei tuoi contenuti e i canali su cui sarai presente (social media, blog, newsletter etc.), è indispensabile <strong>analizzare il tuo target di riferimento</strong> (il segmento di mercato a cui è destinata la comunicazione) e <strong>definire le reader personas</strong> (i lettori tipo dei tuoi contenuti). In questo modo sei in grado di rispondere adeguatamente agli interessi del tuo pubblico e coinvolgerli sulle piattaforme dove essi sono più attivi.</p>
<p>Infine, una volta definiti <a href="https://www.blooacademy.it/blog/giusto-canale-di-comunicazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i giusti canali di comunicazione per i tuoi contenuti</a>, è bene anche <strong>stabilire la tipologia di contenuti che verranno pubblicati</strong>, ossia scegliere se i tuoi post saranno articoli, grafiche, fotografie, video, GIF animate etc.</p>
<p>Solo arrivati a questo punto, si può pensare di realizzare un calendario editoriale e passare all’azione, non prima. Ma questa è <a href="https://www.blooacademy.it/blog/come-creare-un-calendario-editoriale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tutta un’altra storia</a>…</p>
<h2>I vantaggi di un piano editoriale</h2>
<p>Potrebbe sembrare un’attività superflua, un vezzo a cui si potrebbe fare a meno, ma non è così. Un piano editoriale è <strong>uno strumento fondamentale</strong> per chiunque voglia svolgere un’attività di Content Marketing, dal fashion blogger al marketer più navigato.</p>
<p>È una mappa strategica che <strong>ti permette di essere costante ed efficace nel tempo</strong>, mantenendo coerente la tua comunicazione, senza cadere nella ripetizione e nella tentazione delle mode del momento.</p>
<p>Permette a te (e al tuo team, se siete una squadra) di <strong>risparmiare tempo prezioso </strong>ogni giorno, <strong>misurare i progressi</strong> in corso d’opera e <strong>aggiustare il tiro</strong> (se necessario) con estrema facilità.</p>
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		<title>3 consigli per raccontare una storia: il caso The OA</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/raccontare-una-storia-the-oa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Reclama]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 09:07:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.blooacademy.it/?p=133145</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questo articolo ti rivelo di 3 consigli per raccontare una storia in grado di coinvolgere il tuo pubblico. Ti parlo di 3 stratagemmi narrativi che hanno permesso a &#8220;The OA&#8221;, la serie tv targata Netflix, di essere sulla bocca di tutti. Prima di iniziare, però, permettimi una domanda: &#8220;Hai già visto The OA?&#8220;. Se [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bloo.it/blog/raccontare-una-storia-the-oa/">3 consigli per raccontare una storia: il caso The OA</a> proviene da <a href="https://www.bloo.it">Bloo • Digital &amp; Human Marketing Agency</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo ti rivelo di <strong>3 consigli per raccontare una storia</strong> in grado di coinvolgere il tuo pubblico.</p>
<p>Ti parlo di 3 stratagemmi narrativi che hanno permesso a &#8220;The OA&#8221;, la serie tv targata Netflix, di essere sulla bocca di tutti.<span id="more-133145"></span></p>
<p>Prima di iniziare, però, permettimi una domanda: &#8220;<strong>Hai già visto The OA?</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>Se la tua risposta è sì</strong>, nella righe che seguono ritroverai alcuni riferimenti alla storia raccontata da Prairie, ma soprattutto un&#8217;analisi del suo racconto.</p>
<p><strong>Se invece la tua risposta è no</strong>, in questo momento ti starai chiedendo: &#8220;Ma chi diavolo è Prairie?&#8221;. Tranquillo o tranquilla, ti rivelerò questo e altri elementi della trama, senza però spoilerarti quel che di bello potrai vedere con i tuoi occhi, se vorrai.</p>
<h2>The OA: qualche cenno sulla storia</h2>
<p>Prima di entrare nel vivo, è bene che tu conosca <strong>alcuni elementi della trama</strong>, per comprendere meglio quello che verrà dopo.</p>
<p>La protagonista della serie tv &#8220;The OA&#8221; è una ragazza di nome Prairie che, per una serie di sfortunati eventi, si ritrova in una casa abbandonata, al lume di una manciata di candele, insieme a 5 persone, fino a quel momento a lei sconosciute.</p>
<p>Tutti gli 8 episodi della serie tv (o quasi) ruotano attorno a una storia, quella che Prairie racconta a voce al suo pubblico di ignari protagonisti. Una storia meravigliosa, al limite del reale, che tocca scenari a cavallo tra la vita e la morte.</p>
<p>Ok, forse ti ho detto troppo. Se vuoi scoprire qualcosa di più sulla trama, ti consiglio di guardare il trailer di presentazione: sono 01:40 di spoiler, io non me la sento di rovinarti la sorpresa.</p>
<h3><strong>Detto questo, come promesso, vediamo adesso quali sono le tecniche di storytelling che possiamo apprendere da questa serie tv&#8230;</strong></h3>
<h2>1. Scegli il tuo pubblico</h2>
<p>Prima di iniziare a raccontare una storia, c&#8217;è bisogno di <strong>identificare un pubblico di riferimento</strong>. Che siano lettori o ascoltatori non importa, la tua trama non può piacere a tutti.</p>
<p>Per quanto strana e fuori dal normale possa sembrare la storia della protagonista di The OA, riesce a tenere incollati i suoi ascoltatori. Come fa? <strong>La narratrice ha scelto il suo ristretto pubblico di ascoltatori</strong>, non il contrario. Fin dal primo episodio, infatti, Prairie si rifiuta di rivelarsi a chi non l&#8217;avrebbe mai capita, genitori compresi.</p>
<p><strong>Che tu sia un brand o professionista, la tua storia non è poi così diversa da quella di The OA</strong>. Non sarà così alternativa e <em>sui generis</em>, ma sicuramente ha bisogno di un proprio target di riferimento. Gli eventi e i valori che ti riguardano non possono essere cambiati, la narrazione invece sì. La trama, i personaggi e il linguaggio della tua storia dipendono proprio dal pubblico che hai scelto come tuo lettore (per approfondire leggi <a href="https://www.blooacademy.it/blog/raccontare-un-brand-9-storie/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le 9 storie che un brand può raccontare</a>).</p>
<h2>2. Fai partecipare il lettore</h2>
<p>Va bene, Prairie ha scelto 5 persone che potevano essere interessate alla sua storia. Ma come è riuscita a farle sedere attorno a lei, in una casa abbandonata, di notte, per quasi 8 puntate?</p>
<p>Dietro questa domanda si nasconde il secondo consiglio che voglio condividere con te: <strong>fai partecipare il tuo pubblico</strong>.</p>
<p>La protagonista di The OA, infatti, invita all&#8217;ascolto i suoi futuri uditori con un&#8217;affermazione: &#8220;Ho bisogno di voi&#8221;. Ai 5 ascoltatori, almeno inizialmente, non interessa un bel niente di Prairie. Si ritrovano in quella casa perché coinvolti, chiamati in causa in qualcosa che ha stimolato la loro curiosità. <strong>La storia diventa quindi solo il collante narrativo che spinge ad andare avanti</strong>, per scoprire come poter essere d&#8217;aiuto a quella sconosciuta ragazza.</p>
<p>In ogni episodio, <strong>il pubblico diventa parte integrante della storia narrata</strong>. Ha dubbi, si pone degli interrogativi ed è libero di fare domande alla cantastorie. In un certo senso interpreta l&#8217;archetipo (modello con una precisa funzione narrativa) di aiutante.</p>
<p><strong>E tu, fai partecipare il pubblico alle tue storie?</strong> Se un tempo, con la comunicazione analogica, era più difficile coinvolgere il destinatario. Oggi, con le nuove tecnologie, tutto è più semplice. Le storie si fanno digitali e diventano un&#8217;opportunità di narrazione per tutti, anche per te che stai leggendo.</p>
<h2>3. Lascia il dubbio ma sii autentico</h2>
<p>Chi lo ha detto che una storia deve finire sempre con &#8220;e vissero tutti felici e contenti&#8230;&#8221;? Il terzo e ultimo insegnamento che possiamo trarre da The OA è proprio <strong>l&#8217;ambiguità del finale</strong>.</p>
<blockquote><p>“Penso che ci sia qualcosa di veramente delizioso nel mistero di mettere in discussione la verità del cantastorie”.</p></blockquote>
<p>Sono queste le parole di Brit Marling (Prairie) in un&#8217;intervista a Variety. E come darle torto? Dopo aver raccontato una storia, e aver accompagnato il pubblico in un vero e proprio viaggio emozionale, i<strong>l dubbio di veridicità diventa lo stratagemma perfetto per il colpo di scena</strong>.</p>
<p>La verità, infatti, non implica la fiducia, come la finzione non implica lo scetticismo. Una storia può essere vera o fantastica, un&#8217;esperienza vissuta o una rappresentazione della realtà. <strong>Quel che realmente importa è la sensazione di autenticità che si crea nello spettatore</strong>. Quel sentimento che induce chi ti ascolta a credere o meno in quel che racconti.</p>
<p>Come si diventa autentici? Rileggi e applica i consigli precedenti, sta tutto lì il segreto.</p>
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		<title>3 tool per creare video per la tua comunicazione social</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/tool-per-creare-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Virginia Capoluongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2018 10:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2018 è stato l&#8217;anno della consacrazione del video. Secondo le previsioni per il 2019, anche il prossimo anno le immagini in movimento occuperanno un posto di primo piano nel panorama del marketing, con una crescita correlata dei social &#8220;visivi&#8221;. Per questo diventa fondamentale lavorare sempre più sui video per i brand. Ora ti starai chiedendo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2018 è stato l&#8217;anno della consacrazione del video.</p>
<p>Secondo le previsioni per il 2019, anche il prossimo anno le immagini in movimento occuperanno un posto di primo piano nel panorama del marketing, con una crescita correlata dei social &#8220;visivi&#8221;. Per questo diventa fondamentale lavorare sempre più sui video per i brand.</p>
<p><span id="more-132502"></span></p>
<p>Ora ti starai chiedendo se anche tu sei in grado di realizzare dei piccoli capolavori. Assolutamente sì, con i nostri consigli sui 3 migliori tool per creare i tuoi video.</p>
<h2>1. Biteable</h2>
<p>Uno strumento versatile, una <strong>piattaforma online</strong> a cui basta registrarsi gratuitamente per iniziare a lavorare sul proprio progetto.</p>
<p>Biteable permette di creare un video partendo da <strong>diverse soluzioni</strong>:</p>
<ul>
<li>con videoclip e immagini messe a disposizione dal portale</li>
<li>con animazioni semplici, sequenze di claymation e piccoli video realistici</li>
<li>con riprese e immagini fatte da te</li>
</ul>
<p>In ogni caso, potrai raggiungere il tuo obiettivo in modo semplice e intuitivo: unica pecca, la personalizzazione di testo e brand è limitata.</p>
<p>Con Biteable potrai realizzare <strong>video coinvolgenti</strong>, interessanti, utili e di ottima qualità. Ed è disponibile anche un pacchetto completamente free!</p>
<h2>2. Lumen5</h2>
<p>Perfetto <strong>per i blogger</strong>, Lumen5 permette di trasformare un testo in un video.</p>
<p>Ti sembra una cosa impossibile?</p>
<p>In realtà è semplicissimo: hai la possibilità di inserire direttamente l&#8217;url di un <strong>articolo</strong> e importarlo nella piattaforma, o scrivere il testo e poi scegliere le immagini e i video da inserire.</p>
<p>Lumen5 è stato anche migliorato, introducendo <strong>diversi formati</strong> adatti ai vari social ed è perfetto anche se non hai materiale visivo da usare: è possibile, infatti, scegliere nella galleria del sito immagini, clip e musica.</p>
<p>Nella <strong>versione a pagamento</strong> puoi anche inserire il tuo logo e i colori del brand, ma anche con la versione free puoi realizzare degli ottimi video!</p>
<h2>3. Quik</h2>
<p>Il terzo strumento è un&#8217;app perfetta per realizzare delle <strong>Instagram Stories</strong> uniche.</p>
<p>Quik nasce come tool progettato da GoPro per la modifica di video realizzati, appunto, con questo device, ma amplia poi le sue funzioni.</p>
<p>Oggi attraverso l&#8217;applicazione &#8211; disponibile <strong>sia per iOS che per Android</strong> &#8211; puoi creare dei video, utilizzando il tuo materiale, su modelli da personalizzare. Puoi modificare testo, font, filtri, musica, effetti e durata.</p>
<p>In pochi tocchi, posti direttamente sui social un video breve, ma di impatto!</p>
<p><strong>RISORSE </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://biteable.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Biteable</a></li>
<li><a href="https://lumen5.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lumen5</a></li>
<li><a href="https://quik.gopro.com/en/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Quik</a></li>
</ul>
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		<title>Immagini per il blog: quali scegliere e come ottimizzarle al meglio</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/immagini-per-il-blog/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Reclama]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2018 08:19:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.blooacademy.it/?p=132225</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se anche tu hai un blog, sai bene che un articolo non è pronto per essere pubblicato nel momento stesso in cui hai terminato di scriverlo. Bisogna scegliere infatti le immagini giuste che andranno ad accompagnarlo, e quindi ottimizzarle al meglio affinché il contenuto testuale venga premiato da Google, oltre che letto e condiviso dagli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bloo.it/blog/immagini-per-il-blog/">Immagini per il blog: quali scegliere e come ottimizzarle al meglio</a> proviene da <a href="https://www.bloo.it">Bloo • Digital &amp; Human Marketing Agency</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se anche tu hai un blog, sai bene che un articolo non è pronto per essere pubblicato nel momento stesso in cui hai terminato di scriverlo. Bisogna <strong>scegliere infatti le immagini giuste</strong> che andranno ad accompagnarlo, <strong>e quindi ottimizzarle al meglio</strong> affinché il contenuto testuale venga premiato da Google, oltre che letto e condiviso dagli utenti.</p>
<p><span id="more-132225"></span></p>
<h2>Quali immagini scegliere</h2>
<p>Come prima cosa, è bene distinguere <strong>due diverse tipologie di immagine</strong> che di solito vengono inserite all’interno di un articolo di blog.</p>
<p><strong>La prima è la copertina</strong>, ossia l’immagine che presenta un articolo al pubblico, sia sui social media sia sulla home page del blog. <b>Questa immagine</b> <strong>deve catturare l’attenzione del pubblico e stimolare la sua curiosità ad approfondire</strong>. Insieme al titolo, è uno degli elementi che fa la differenza tra un articolo con un alto tasso di apertura e uno che viene completamente ignorato.</p>
<p>La seconda tipologia consiste invece in <strong>tutte quelle immagini che si trovano all’interno di un articolo</strong>, incastrate tra una riga di testo e un’altra. Al contrario della prima, queste immagini devono essere esplicative e di supporto al contenuto, aggiungere valore al testo per migliorare la comprensione da parte di chi legge.</p>
<p>Per entrambe le tipologie di immagini, vale la stessa regola aurea: <strong>utilizzare sempre risorse in alta qualità, autentiche e che non abbiano restrizioni di copyright per l’utilizzo</strong>. A riguardo ti consiglio di leggere l’articolo “<a href="https://www.blooacademy.it/blog/copyright-delle-immagini/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Copyright delle immagini: come scegliere le risorse giuste senza rischi</a>”: ci sono tantissimi siti dove scaricare immagini gratuite per il tuo blog.</p>
<h2>Formato, dimensione e peso delle immagini</h2>
<p>Non esistono delle regole universali per quanto riguarda il formato, la dimensione e il peso delle immagini da usare sul web, in particolare per il blog. <strong>Ci sono però delle linee guida che è bene rispettare</strong>.</p>
<p><strong>In quanto al formato,</strong> <strong>quello consigliato per il web è il JPEG</strong>, il primo standard internazionale di compressione dell’immagine digitale. Questo formato si caratterizza per il fatto di essere “Lossy”, ossia con perdita di informazioni. Ciononostante, la qualità delle immagini in JPEG è sufficiente per l’utilizzo che se ne fa sul web, indipendentemente dal dispositivo da cui vi si accede.</p>
<p>Ti consiglio di optare per il formato PNG (“Lossless”, senza perdita di informazioni), soltanto nel caso in cui hai la necessità di caricare immagini con sfondo trasparente.</p>
<p><strong>Non esiste, invece, una dimensione consigliata per le immagini</strong>. Questa varia in base a molteplici fattori tecnici come, ad esempio, il layout del sito web. Quindi, <strong>ti consiglio sempre di ridimensionare l’immagine in modo tale da riempire esattamente lo spazio che hai a disposizione</strong>, non un pixel di più non uno di meno. Infatti, in caso di dimensioni superiori, l’immagine verrà ridotta automaticamente, a discapito della qualità.</p>
<p>Ovviamente, il peso di un’immagine dipende sia dal formato sia dalla dimensione. Una foto in JPEG, delle dimensioni adeguate allo spazio che andrà ad occupare, di solito non pesa mai più di 500 KB. È sufficiente? Si può fare di meglio. <strong>Esistono infatti alcuni software e plugin che permettono di comprimere ulteriormente le immagini senza pregiudicare la qualità</strong>:</p>
<p>• <a href="https://imagecompressor.com/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Optimizilla</a>;<br />
• <a href="http://www.imageoptimizer.net/Pages/Home.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ImageOptimizer</a>;<br />
• <a href="https://it.wordpress.org/plugins/ewww-image-optimizer/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">EWWW Image Optimizer</a>;<br />
• <a href="https://it.wordpress.org/plugins/wp-smushit/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WP Smush</a>.</p>
<h2>La SEO delle immagini</h2>
<p>Arrivati a questo punto, le immagini per il tuo blog sono quasi pronte. <strong>Non resta che ottimizzarle anche in ottica SEO</strong>, affinché Google indicizzi l’articolo per le parole chiave più adeguate.</p>
<p><strong>Sono 3 i parametri su cui puoi agire</strong>, inserendo la keyword per la quale vuoi indicizzare l’articolo:</p>
<p>• <strong>Nome del file</strong>: si tratta del nome dell’immagine. Deve presentare l’immagine in modo realistico. Separa le parole utilizzate in questo modo: “nome-immagine.jpg”;<br />
• <strong>Attributo Title</strong>: è il titolo che viene visualizzato quando ci si ferma con il mouse sull’immagine. Come per il nome del file, anche questo attributo deve essere rilevante rispetto all’immagine, ma può contenere anche informazioni aggiuntive di natura più persuasiva e commerciale. Su WordPress questo attributo viene chiamato “Titolo”, lo trovi nella sezione Media, nei dettagli di ogni immagine;<br />
• <strong>Attributo Alt</strong>: è il testo alternativo che appare nel caso in cui l&#8217;immagine non può essere caricata sullo schermo. Dal punto di vista SEO, è uno degli elementi più importanti: deve contenere una descrizione esaustiva dell’immagine. Su WordPress questo attributo viene chiamato “Testo alternativo”.</p>
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		<title>Pagina Chi siamo: 5 errori da non commettere</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/pagina-chi-siamo-5-errori-da-non-commettere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[G. Luca Propato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2018 08:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.blooacademy.it/?p=131950</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Chi siamo”. È questa la prima voce che troviamo nel menu della maggior parte dei siti web. Si tratta della pagina che ha il compito di presentare, a chi per la prima volta vi accede, l’identità dell’azienda, professionista o brand che c’è dietro quelle righe di codice. Le statistiche &#8211; gli analytics di Google, in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Chi siamo”. È questa <strong>la prima voce che troviamo nel menu</strong> della maggior parte dei siti web.</p>
<p>Si tratta della pagina che ha il compito di presentare, a chi per la prima volta vi accede, l’identità dell’azienda, professionista o brand che c’è dietro quelle righe di codice.<span id="more-131950"></span></p>
<p>Le statistiche &#8211; gli analytics di Google, in questo caso &#8211; ci rivelano che è &#8211; in media &#8211; <strong>una delle più visitate dagli utenti</strong>, ma allo stesso tempo quella con <strong>il più alto tasso di abbandono</strong> (o bounce rate, ossia la percentuale di visitatori che escono da una pagina dopo pochi secondi).</p>
<p>Verrebbe subito da chiedersi il perché di tutto questo. Ma se ci pensi, il motivo è molto semplice.</p>
<p>Quella del “Chi siamo” è la pagina dove si concentra <strong>il maggior numero di errori</strong> di comunicazione e marketing.</p>
<p>Vediamone subito 5 che è meglio non commettere, se non si vuole far fuggire i propri utenti a gambe levate.</p>
<h2>Errore 1: parlare solo di sé</h2>
<p>Questo errore deriva dal fatto che siamo abituati a chiamare questa pagina nel modo sbagliato.</p>
<p>Piuttosto che “Chi siamo” o “Chi sono”, dovremmo identificarla con il nome <strong>“Cosa posso fare per te” </strong>oppure<strong> “Perché scegliere me”</strong>. In questo modo ci avvicineremmo molto di più alla finalità per cui questa pagina è stata pensata.</p>
<p>Infatti, <strong>è un errore comune</strong> pensare al “Chi siamo” come ad un luogo in cui parlare esclusivamente di sé, accarezzando il proprio ego e farsi belli nei confronti di chi legge. È proprio per questo motivo se il tasso di abbondono è così elevato.</p>
<p>Chi legge non è interessato alla tua storia personale, piuttosto <strong>è alla ricerca di informazioni che riescano a convincerlo</strong> che tu, il tuo prodotto o il tuo servizio siete davvero la migliore scelta presente sul mercato.</p>
<p>Ne deriva che nel “Chi siamo” bisognerebbe focalizzarsi sul lettore e <strong>spiegare in modo chiaro la propria UVP (Unique Value Proposition)</strong>, ossia il messaggio univoco e convincente che presenta chi è l’azienda, che cosa la rende unica e in quale modo è utile alle persone.</p>
<h2>Errore 2: annoiare chi legge</h2>
<p>Se il contenuto di una pagina è importante, lo stile lo è di più.</p>
<p>Perché si può parlare di argomenti interessanti per chi legge, ma allo stesso tempo annoiarlo terribilmente.</p>
<p>Per questo motivo, è consigliabile <strong>trovare e utilizzare un tono di voce personale e coinvolgente</strong>, in linea con l’immagine di sé che si vuole trasmettere alle persone.</p>
<p>Le frasi fatte o un linguaggio troppo “ingessato” sono da evitare. Al contrario, lo Storytelling è una tecnica efficace in grado di coinvolgere e persuadere il lettore.</p>
<h2>Errore 3: restare anonimo</h2>
<p>Abbiamo detto che è importante non parlare soltanto di sé per non cadere nell&#8217;autoreferenzialità, ma <strong>scegliere l’anonimato non è sicuramente una soluzione efficace</strong>.</p>
<p>Che tu sia un’azienda, un brand o un professionista, è importante per chi legge riuscire ad avere la sensazione di conoscerti a fondo. Solo in questo modo, sarà più predisposto ad entrare in contatto con te e a ricordarti nel tempo.</p>
<p>In sintesi, il segreto &#8211; se di segreto si può parlare – sta nel <strong>bilanciare a dovere le luci e le ombre del proprio racconto personale</strong>.</p>
<h2>Errore 4: essere logorroico</h2>
<p><strong>Oggi le persone non leggono più come un tempo</strong>: questo è un dato di fatto.</p>
<p>Perciò, per quanto possa essere interessante ciò che scrivi, se il testo della tua pagina “Chi siamo” è troppo lungo, saranno davvero pochi coloro che lo leggeranno fino in fondo.</p>
<p><strong>Una soluzione è quella di combinare insieme più formati</strong>, in modo da intercettare diverse categorie di persone con differenti attitudini: un breve video che anticipa un testo d’approfondimento potrebbe essere una buona idea.</p>
<h2>Errore 5: non essere credibile</h2>
<p>Arriverà sempre il momento in cui chi legge si domanderà: “Si, ma chi mi assicura che quello che dice è vero?”</p>
<p>Per ovviare a questa criticità, in una pagina “Chi siamo” è bene corredare il testo con <strong>alcuni elementi in grado di attribuire credibilità a chi scrive</strong>:</p>
<p>• le testimonianze di persone;<br />
• le immagini di eventi;<br />
• materiale gratuito di valore.</p>
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		<title>Copyright delle immagini: come scegliere le risorse giuste senza rischi</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/copyright-delle-immagini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Virginia Capoluongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2018 09:43:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se ogni giorno crei contenuti per il web sarai spesso alla ricerca delle immagini giuste. Ma controlli sempre che le risorse scelte non siano coperte da copyright? Cos’è il copyright e come si acquisisce Il copyright, il nostro diritto d’autore, tutela le opere di ingegno di carattere letterario, musicale e cinematografico, ma anche disegni, fotografie e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se ogni giorno crei contenuti per il web sarai spesso alla ricerca delle immagini giuste. Ma controlli sempre che le risorse scelte non siano coperte da copyright?</p>
<p><span id="more-131887"></span></p>
<h2>Cos’è il copyright e come si acquisisce</h2>
<p>Il copyright, il nostro diritto d’autore, <strong>tutela le opere di ingegno</strong> di carattere letterario, musicale e cinematografico, ma anche disegni, fotografie e software per computer.</p>
<p>La legge sul diritto d’autore si applica alla <strong>realizzazione di un’idea</strong>, all’opera tangibile, a differenza della proprietà intellettuale che protegge l’invenzione, il progetto.</p>
<p>Inoltre, a differenza di marchi e brevetti, nel momento stesso in cui viene scritto un libro, scattata una foto o realizzata una grafica, l&#8217;autore ne acquisisce il copyright, <strong>senza alcun adempimento amministrativo</strong>. Il discorso cambia per la musica, per cui invece è necessario il deposito alla SIAE.</p>
<p>Secondo la normativa i <strong>diritti</strong> sono:</p>
<ul>
<li><strong>morali</strong>, propri dell’autore;</li>
<li><strong>patrimoniali</strong>, attribuibili anche a terzi.</li>
</ul>
<p>I <strong>diritti di utilizzazione economica</strong> possono, infine, essere ceduti e venduti dall’autore.</p>
<p>Quindi, nel momento in cui viene realizzata un’opera, chi l&#8217;ha creata ne detiene il diritto morale &#8211; che non si cede &#8211; e può decidere come muoversi sui diritti di sfruttamento e diffusione. <strong>Per ottenere il copyright</strong> sulle immagini, basta indicare nome, cognome e anno di produzione.</p>
<p>Se l’autore non autorizza l’uso terzi, chiunque utilizzi le sue opere <strong>sta</strong>, praticamente, <strong>rubando</strong>. E, nel momento in cui se ne accorge, può denunciare l’utente per violazione del copyright.</p>
<h2>Il copyleft e le Creative Commons</h2>
<p>È possibile, però, decidere di rendere totalmente o parzialmente utilizzabili le immagini realizzate, con il Copyleft.</p>
<blockquote><p>Il Copyleft individua un modello di gestione dei diritti d’autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l’autore (in quanto detentore originario dei diritti sull’opera) indica ai fruitori dell’opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali.</p></blockquote>
<p>Il Copyleft comprende quindi <strong>diverse licenze</strong>, come la GNU GPL, per i software, ma soprattutto, in questo caso, le <strong>Creative Commons</strong>.</p>
<p>Si tratta di un sistema di licenze che permette di <strong>condividere i contenuti con delle regole molto precise</strong>, ma in totale autonomia e in pochi click.</p>
<p>Se hai bisogno di immagini per blog, siti e social, puoi <strong>optare proprio per queste risorse,</strong> facendo attenzione alle specifiche legate a quella precisa licenza. Ad esempio, potresti dover citare la paternità, fornire un link o indicare se hai apportato delle modifiche.</p>
<p>La soluzione migliore è che il contenuto che scegli abbia una CC0 &#8211; la <strong>Creative Commons Zero</strong> &#8211; che non prevede, in pratica, alcuna restrizione sull&#8217;utilizzo.</p>
<h2>Come trovare le immagini migliori</h2>
<p>Partiamo da un diktat: <strong>mai cercare le immagini su Google</strong>.</p>
<p>Le soluzioni sono due:</p>
<ol>
<li>gli <strong>stock con immagini a pagamento</strong>, come AdobeStock, Shutterstock, Depositphotos e molti altri, che hanno un costo basso e funzionano con abbonamenti o acquisti di crediti.</li>
<li>le raccolte di <strong>immagini free</strong> utilizzabili in regime di copyleft.</li>
</ol>
<p>Se vuoi cercare il contenuto perfetto, scegliendo l&#8217;opzione gratuita, ci sono moltissimi siti utili:</p>
<ul>
<li><a href="https://unsplash.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unsplash</a></li>
<li><a href="http://gratisography.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gratisography</a></li>
<li><a href="https://www.pexels.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pexels</a></li>
<li><a href="https://pixabay.com/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pixabay</a></li>
<li><a href="https://picjumbo.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Picjumbo</a></li>
<li><a href="https://digitalcollections.nypl.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">New York Public Library</a></li>
</ul>
<p>Ti suggerisco anche un tool: <a href="http://allthefreestock.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">allthefreestock.com</a>, un aggregatore di siti con foto gratuite, ma anche video, suoni e font.</p>
<p>Vuoi scoprire come scegliere, creare ed utilizzare al meglio le immagini nella tua strategia di digital marketing?</p>
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		<title>Come scrivere una newsletter efficace: la Soap Opera Sequence</title>
		<link>https://www.bloo.it/blog/soap-opera-sequence/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Reclama]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 10:58:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlare di e-mail marketing nel 2018 potrebbe sembrare anacronistico e fuori luogo. Il tasso di apertura medio di una newsletter è del 20.81% e la percentuale di click su link presenti all’intero di un’e-mail commerciale è del 2,43% (Report Mailchimp Marzo 2018). Mentre i social media, gli influencer di settore e le campagne pubblicitarie continuano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Parlare di e-mail marketing nel 2018 potrebbe sembrare anacronistico e fuori luogo.</strong></p>
<p>Il tasso di apertura medio di una newsletter è del 20.81% e la percentuale di click su link presenti all’intero di un’e-mail commerciale è del 2,43% (Report Mailchimp Marzo 2018). Mentre i social media, gli influencer di settore e le campagne pubblicitarie continuano ad occupare il podio tra i canali di comunicazione digitale più utilizzati.</p>
<p>Da qualche anno, poi, sono molti coloro che affermano con decisione che: “<strong>L’email marketing è morto!</strong>”.</p>
<p>Ma è davvero così? Non proprio.<span id="more-131666"></span></p>
<p>È sicuramente vero che <strong>l’e-mail marketing ha vissuto momenti migliori</strong>, quando era ancora un canale di comunicazione per pochi e le persone leggevano ogni messaggio dall’inizio alla fine. Ma da qui a dire che è uno mezzo desueto passeranno ancora molti anni.</p>
<p>Perché è fin troppo facile dare la colpa ad uno strumento, quando la criticità risiede in realtà in chi comunica: <strong>i brand e gli imprenditori scrivono oggi contenuti come vent’anni fa, ma ad un pubblico completamente diverso</strong>.</p>
<p>Pensaci un po’. Come sono fatte le e-mail che ricevi e non apri? E quelle che invece inizi a leggere e cestini subito dopo?</p>
<p>È per questo motivo che ho voluto scrivere questo articolo. Per spiegarti che cos’è la Soap Opera Sequence e come questa tecnica può aiutarti a scrivere finalmente una newsletter efficace.</p>
<h2>Che cos’è la Soap Opera Sequence</h2>
<p>Quando si parla di Soap Opera Sequence in Italia, sono molti gli esperti di marketing che si attribuiscono il merito di averla inventata.</p>
<p>In realtà, <strong>la Soap Opera Sequence (SOS) è una tecnica di derivazione americana</strong>, come d’altra parte lo sono le più importanti innovazioni sviluppate nel settore della comunicazione.</p>
<p>Come già il nome lascia intuire, <strong>la SOS prende spunto dalle <a href="https://www.blooacademy.it/blog/raccontare-una-storia-the-oa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dinamiche narrative tipiche di una soap opera televisiva</a></strong>, quelle tecniche di storytelling in grado di incollare uno spettatore di fronte ad uno schermo.</p>
<p>D’altro canto, che cosa meglio di una storia ben congegnata può insegnare a chi si occupa di marketing come catturare l’attenzione delle persone?</p>
<p>La SOS, infatti, fa sue le caratteristiche tipiche della narrativa cinematografica e le inserisce all’interno di una sequenza di comunicazioni commerciali tramite e-mail.</p>
<h2>Come creare una Soap Opera Sequence</h2>
<p>Non esiste un numero di messaggi prestabilito da dover inviare, ma <strong>di solito una Soap Opera Sequence è formata da almeno 5 e-mail sequenziali</strong>, ognuna con una precisa finalità. Vediamo quali sono:</p>
<p><strong>• Allestire il palcoscenico</strong>. La prima e-mail è senz’altro la più importante. L’utente a cui la inviamo non ci conosce bene. Si è iscritto alla nostra newsletter, ma probabilmente non ha ancora avuto l’occasione di entrare in contatto con noi. Per questo motivo dobbiamo fare subito una buona impressione per non vanificare l’intera sequenza. L’obiettivo della prima e-mail è <strong>creare una connessione immediata con il nostro lettore</strong>. Come il regista di un’opera teatrale, dobbiamo allestire al meglio il nostro palco. Per farlo, <strong>presentiamoci e introduciamo al pubblico l’esistenza di un misterioso segreto</strong> che ci riguarda, e che presto potrebbe interessarlo molto da vicino.</p>
<p><strong>• Il dramma</strong>. Come in ogni storia che si rispetti, nella seconda e-mail <strong>raccontiamo al lettore il nostro dramma</strong>. Ossia tutte le vicissitudini che abbiamo dovuto superare per arrivare ad essere dove e come siamo. Possiamo iniziare il nostro racconto da un <strong>momento di massima tensione emotiva</strong> (se hai visto la serie tv Breaking Bad, sai bene quanto questa tecnica sia in grado di coinvolgere lo spettatore), per poi terminare la storia con una situazione difficile da risolvere. In questo modo, il lettore sarà curioso di scoprire come sarà andata a finire, e quindi aprirà l’e-mail successiva.</p>
<p><strong>• L’epifania</strong>. Con la terza e-mail <strong>è arrivato anche il momento di rivelare il nostro segreto</strong>: il prodotto o servizio che ci ha permesso di superare l’ultima difficoltà, quel metaforico muro che allo spettatore sembrava invalicabile. Il nostro pubblico adesso fa il tifo per noi e non vede l’ora di scoprire in quale modo ce l’abbiamo fatta.</p>
<p><strong>• I benefici nascosti</strong>. Arrivati a questo punto, abbiamo finalmente creato una connessione emotiva con il lettore. Oramai ci conosce e a tratti si fida anche di noi. Così nella quarta e-mail possiamo spiegargli nel dettaglio <strong>in quale modo il nostro prodotto o servizio può essere d’aiuto anche a lui</strong>. Ne elenchiamo i benefici e lo invitiamo a visionarlo sul nostro sito web, qualora ce ne fosse uno.</p>
<p><strong>• La chiamata all’azione</strong>. Come ogni tecnica di marketing che si rispetti, anche la SOS termina sempre con una Call to Action. Nell’ultima e-mail di questa sequenza <strong>proponiamo al lettore un’offerta irresistibile, evidenziando un vero e proprio senso di urgenza</strong>.</p>
<p>FONTE: https://www.lean-labs.com</p>
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