Luisa Spagnoli: la forza della creatività

Luisa Spagnoli: la forza della creatività 1200 595 Anna Lisa Di Vincenzo

Questa è una storia di gusto, stile e passione. La storia di una grande imprenditrice italiana, Luisa Spagnoli.

Tra cacao e passerelle

Qui inizia il racconto di una vita, purtroppo troppo breve, vissuta con entusiasmo, determinazione, leggerezza. 

Già, perché nonostante in molte narrazioni della vita di questa donna ci si soffermi sui suoi amori, sul suo rapporto con i figli, sulle scelte prese, appunto, in quanto donna, la cosa che mi preme sottolineare è la sua importanza nel mondo dell’imprenditoria. E il valore aggiunto che le ha dato l’essere donna per le altre donne. 

Luisa nasce in una famiglia modesta sul finire dell’800. Come si conveniva a una signorina, sposa giovanissima Annibale Spagnoli.

Moglie e marito decidono di rilevare una drogheria nel centro di Perugia, luogo che diventerà nel 1909 parte di una delle più importanti industrie dolciarie, la Perugina: da qui inizia la carriera di Luisa Spagnoli, che solo qualche anno dopo crea l’inconfondibile fondente del marchio, il cioccolato Luisa.

Con la famiglia Buitoni fa crescere quest’azienda, che sarà una delle prime a lavorare sul brand, sulla sua immagine e sui suoi valori, e che darà i natali a prodotti storici e leggendari, veri simboli italiani. Luisa sarà una delle prime donne a entrare nel Consiglio d’Amministrazione di un’industria così importante.

E poi, dopo la prima guerra mondiale, periodo di grande crescita per la Perugina, la Spagnoli si mette in testa di aprire un allevamento di conigli d’angora e pollame: inizia a lavorare la lana, che ricava “pettinando” i suoi animali, senza torture e sofferenze.

Purtroppo non riuscirà a vedere la crescita della sua Angora Spagnoli e le vetrine luminose del brand Luisa Spagnoli, portata via da una malattia nel 1935. Ma suo figlio e le generazioni successive porteranno avanti il suo progetto.

Proprio come avrebbe voluto lei. 

La forza di Luisa Spagnoli

Quali sono state le armi vincenti di un’imprenditrice ammirata, imitata e amata dai suoi dipendenti? Ecco quelle che, secondo me, hanno fatto la differenza.

Avere un progetto

Quando Luisa ha rilevato la drogheria a Perugia, ha puntato in alto. Non voleva semplicemente una piccola attività che le permettesse di vivere ma un progetto in cui riconoscersi, investire forze ed estro, qualcosa che crescesse con lei.

Allo stesso modo, la scelta di differenziare e iniziare un’attività apparentemente distante come quella dell’angora aveva l’obiettivo di costruire qualcosa di nuovo. Qualcosa di diverso.

Certo, forse nemmeno lei si aspettava di riuscire a realizzare così tanto nella sua vita, sicuramente ha messo in campo quel pizzico di follia e spinta visionaria.

Ma non si è mai accontentata, non si è mai fermata. Ha preteso, prima di tutto da se stessa, il massimo.

L’intuizione e la creatività 

Una dote innata condita con un entusiasmo travolgente e la voglia di creare: le intuizioni, poi rivelatesi tali anche a chi stava intorno a Luisa, e la sua creatività sono state le caratteristiche che le hanno fatto accelerare il passo.

Sapevi che fu lei a creare il primo Bacio Perugina?

Un giorno decise di riutilizzare gli avanzi che rimanevano in laboratorio dalle lavorazioni dei loro prodotti: granella di nocciole, cacao, qualche nocciola intera. Decise di dare nuova vita a questi “scarti”. E così nacque il cioccolatino simbolo degli innamorati, che inizialmente lei chiamò Cazzotto, visto che ricordava una mano chiusa con una nocca in rilievo. Fu poi Buitoni ad addolcire il tutto.

Ma non solo. Da un’abitudine di Luisa venne l’ispirazione per il famoso bigliettino che troviamo ancora oggi avvolto intorno al Bacio: era lei che faceva recapitare a Giovanni, l’uomo con cui aveva una storia, un cioccolatino nascosto all’interno di un pezzettino di carta con su scritte parole d’amore.

Regalava idee, spunti e nuova linfa a chiunque la circondasse. Una creatività contagiosa.

La determinazione

Crederci: la fiducia in se stessi, la convinzione nelle proprie scelte, il camminare con la schiena dritta. 

Il grande dono che aveva Luisa, era quello di sentirsi una persona prima che una donna. In grado di prendere le sue decisioni, portare avanti le sue idee, in grado di fare a modo suo.

Certo, ascoltando consigli – come nel caso del nome del Bacio – ma senza perdere la bussola.

Il suo matrimonio finì proprio dopo la prima guerra mondiale perché lei, in un periodo tutt’altro che facile, prese decisioni rivoluzionarie per far continuare a prosperare l’azienda. Ci fu Luisa, con i figli giovanissimi, a capo della crescita della Perugina in quegli anni. Scelte non condivise dal marito Annibale che, alla fine, lasciò l’azienda e anche la moglie.

Allo stesso modo, molti non capirono la sua idea di avviare un secondo business, quello dell’angora: business portato avanti dal figlio dopo la sua morte, e passato di generazione in generazione. Un progetto che continua ancora ai giorni nostri.

L’impegno per le donne

E infine, permettetelo, voglio ricordare anche il suo impegno per le donne.

Unica donna tra gli uomini, sapeva di dover tenere botta per farsi ascoltare ma conosceva anche tutte le problematiche che il suo genere viveva ogni giorno. Le sentiva sulla sua pelle.

La sua gestione aziendale era anni luce avanti a quella di qualsiasi altra industria occidentale e quelle che oggi, spesso, vengono definite innovazioni e passi avanti per le donne lavoratrici, c’erano già tutte.

Proprio durante la Grande Guerra, come accennavamo prima, Luisa decide di non fermarsi: gli uomini erano al fronte e lei dà la possibilità alle donne, mogli e figlie, di andare a lavorare al posto loro. Questi furono anni di grande sviluppo, con un’azienda gestita e portata avanti al femminile.

Forse anche in questo periodo, capì quali erano le questioni che impedivano alle donne di lavorare come gli uomini e di vivere in modo sereno l’impegno in fabbrica. Fu così che venne creato l’asilo nido all’interno dell’impianto industriale e venne garantito il cosiddetto diritto all’allattamento a tutte le dipendenti.

E poi, per chiunque lavorasse nella Perugina, un ambiente di lavoro famigliare, sano, fatto di balli, premi e risultati.

L’eredità di Luisa Spagnoli

Le due aziende nate e cresciute grazie a Luisa Spagnoli sono ancora oggi esempi di made in Italy nel mondo. 

La Perugina e il brand di moda che porta il suo nome continuano a portare avanti le sue idee, il suo approccio al lavoro e i suoi prodotti. Inoltre, Luisa è diventata una vera icona, celebrata e raccontata in libri e film.

«Luisa Spagnoli era una donna eccezionale nella mente e nel cuore».

Lo diceva Giovanni Buitoni, suo compagno di lavoro e di vita. E mi sembra una sintesi perfetta.

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Anna Lisa Di Vincenzo

Copywriter freelance, divoratrice di libri e accumulatrice seriale di borse, bottoni vintage e stoffe a pois. Laureata in Scienze dell'Informazione a Parma, specializzata in Informazione Editoria e Giornalismo a Roma con una tesi sul Marketing dell'Editoria, ha fatto del Content Management uno strumento per far emergere la sua anima ottocentesca nel mondo contemporaneo.